Intanto il New York Times scrive che gli Stati Uniti sono riusciti a socchiudere silenziosamente lo Stretto, scortando circa 70 navi

Donald Trump torna a valanga su Truth e rilancia: l’Iran “vuole davvero raggiungere un accordo” e la guerra “si risolverà per il meglio”. Ormai è copione già usurato. Il presidente americano attacca i critici bipartisan che lo pressano sui tempi e sui metodi della trattativa, invitandoli a “stare tranquilli”. Nel post non c’è un cenno agli attacchi statunitensi condotti nel fine settimana contro l’Iran, né al missile balistico iraniano che ha colpito il Kuwait.
Teheran, dal canto suo, ha diffuso un video del lancio: sul corpo del missile, un adesivo raffigurante Trump contuso che chiede aiuto, con lo Stretto di Hormuz indicato come “chiuso”. La didascalia: “Fino a quando l’ultimo soldato americano non lascerà la regione”. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha escluso nel frattempo che siano in corso trattative sui dettagli del dossier nucleare: “La nostra priorità è porre fine alla guerra”, ha dichiarato in conferenza stampa.
HORMUZ SOCCHIUSO
Sul fronte marittimo, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha scortato circa settanta navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime tre settimane, secondo quanto riferito da un funzionario americano in forma anonima al New York Times. La maggior parte delle imbarcazioni ha navigato con i transponder spenti per evitare di essere individuata. Prima dello scoppio del conflitto, oltre cento navi commerciali al giorno attraversavano lo stretto. Ora gli analisti marittimi non sono in grado di verificare in modo indipendente il traffico effettivo: l’oscuramento dei segnali rende impossibile qualsiasi riscontro indipendente. Le rotte seguite sembrerebbero più vicine alle acque omanite, lontano dalla costa iraniana.
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ISREAELE STA DIVORANDO IL LIBANO
In Libano la situazione si deteriora. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato
invocando le ripetute violazioni del cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile. Il cessate il fuoco non è mai stato realmente rispettato: entrambe le parti si accusano quotidianamente di averlo infranto per prime.
Nel fine settimana Netanyahu ha parlato di “svolta decisiva” nell’operazione contro Hezbollah, annunciando l’intenzione di spingersi più a fondo nel paese. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi in seduta d’emergenza su richiesta della Francia: il presidente Macron ha definito l’escalation nel sud del Libano ingiustificabile e ha chiesto la fine immediata dei combattimenti. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha intanto parlato separatamente con il presidente libanese Joseph Aoun e con Netanyahu, ribadendo che Hezbollah deve cessare gli attacchi prima di qualsiasi altra mossa diplomatica.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)