Tumori del sangue: negli USA approvato pivekimab sunirine per la BPDCN


FDA ha approvato Decnupaz (pivekimab sunirine-pvzy) di AbbVie per il trattamento degli adulti con blastic plasmacytoid dendritic cell neoplasm (BPDCN)

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La Food and Drug Administration (Fda) ha approvato Decnupaz (pivekimab sunirine-pvzy) di AbbVie per il trattamento degli adulti con blastic plasmacytoid dendritic cell neoplasm (BPDCN), una rara e aggressiva neoplasia ematologica con opzioni terapeutiche molto limitate. Il via libera arriva dopo una priority review e rappresenta un importante traguardo strategico per AbbVie, che aveva acquisito il farmaco nel 2023 attraverso l’operazione da 10 miliardi di dollari per rilevare ImmunoGen.

Decnupaz è un antibody-drug conjugate (ADC) diretto contro CD123, proteina fortemente espressa nelle cellule tumorali della BPDCN. Il farmaco combina un anticorpo monoclonale con un agente citotossico alchilante, consentendo di veicolare selettivamente il payload antitumorale verso le cellule neoplastiche. Secondo AbbVie, si tratta del primo ADC approvato nella BPDCN utilizzabile già in setting ambulatoriale e del primo ADC ematologico approvato nella storia dell’azienda.

Una malattia ultra-rara e aggressiva
La BPDCN è una neoplasia ematologica ultra-rara che origina dalle cellule dendritiche plasmacitoidi. Colpisce prevalentemente uomini tra i 60 e i 70 anni e si manifesta spesso con lesioni cutanee, ma può rapidamente coinvolgere sangue, midollo osseo, linfonodi e sistema nervoso centrale. Nonostante i trattamenti intensivi, comprese chemioterapia e trapianto di cellule staminali, le recidive sono frequenti e la prognosi resta severa.

Il primo farmaco specifico approvato per questa patologia è il tagraxofusp), commercializzato da Menarini Stemline. La Fda lo ha approvato nel 2018 per adulti e pazienti pediatrici sopra i 2 anni.

Si tratta di una terapia diretta contro il bersaglio CD123. Dal punto di vista del meccanismo d’azione, tagraxofusp non è un ADC ma una “fusion protein”: combina l’interleuchina-3 (IL-3) con una tossina difterica troncata. In pratica sfrutta il fatto che le cellule BPDCN esprimono in modo molto elevato CD123 (recettore dell’IL-3) per veicolare selettivamente la tossina dentro le cellule tumorali e bloccarne la sintesi proteica

I dati dello studio CADENZA
L’approvazione si basa sui risultati dello studio multicentrico di fase I/II CADENZA, che ha coinvolto 84 pazienti adulti: 33 con BPDCN naïve al trattamento e 51 con malattia recidivata o refrattaria.

Nei pazienti trattati in prima linea, dopo un follow-up mediano di 21,5 mesi, il 69,7% ha ottenuto una remissione completa o una remissione clinica completa (CR/CRc). La durata mediana della risposta è risultata pari a 9,7 mesi.

Nel gruppo con malattia recidivata o refrattaria, il tasso di CR/CRc è stato del 15,7%, con una durata mediana della remissione di 9,2 mesi dopo un follow-up di 24,1 mesi.

Secondo dati precedentemente presentati all’ASCO 2025, nei pazienti naïve il tasso di risposta globale aveva raggiunto l’85%, confermando un’attività clinica particolarmente rilevante soprattutto nelle fasi iniziali della malattia.

Sicurezza

L’etichetta approvata dalla FDA include un boxed warning per epatotossicità, compresa la malattia veno-occlusiva epatica (VOD), oltre ad avvertenze relative a reazioni infusionali, edema, reazioni allergiche ai solfiti e tossicità embrio-fetale.
La dose raccomandata è di 0,045 mg/kg per via endovenosa ogni tre settimane fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile.

Oltre la BPDCN: sviluppo nell’AML

AbbVie sta già espandendo il programma clinico di pivekimab sunirine oltre la BPDCN. Il farmaco è attualmente in studio in una sperimentazione di fase I nei pazienti pediatrici con leucemia mieloide acuta (AML) recidivata o refrattaria e nel trial di fase II/III REVIVAL in combinazione con venetoclax e azacitidina negli adulti con AML.

L’approvazione di Decnupaz rafforza inoltre la strategia di AbbVie nel settore degli ADC, uno dei segmenti più competitivi e promettenti dell’oncoematologia moderna.