La tv di Teheran annuncia bozza di accordo: “Ritiro Usa e riapertura di Hormuz”. La Casa Bianca smentisce


I media iraniani rilanciano i dettagli del possibile memorandum d’intesa. Ma da Washington smentiscono

La bozza non ufficiale, svelata dai media iraniani. Poi smentita seccamente dalla Casa Bianca. È ormai questo il ritmo dello stallo tra Stati Uniti e Iran. Trump intanto, dopo un colloquio telefonico con il premier israeliano Netanyahu, ha convocato per oggi alla Casa Bianca una riunione di gabinetto straordinaria, nell’ambito degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra contro l’Iran.

La televisione di stato iraniana ha dunque affermato che Teheran ha ottenuto una bozza di un quadro iniziale non ufficiale per un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. In base a tale accordo, l’Iran avrebbe ripristinato il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, mentre gli Stati Uniti avrebbero ritirato le forze militari dalle zone limitrofe all’Iran e revocato il blocco navale.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che un ritorno alla guerra con gli Stati Uniti è improbabile: “La possibilità di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico; le forze armate sono in agguato con i depositi pieni”, ha dichiarato Mohammad Akbarzadeh, vice capo politico della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riportato ulteriori dettagli. Secondo la bozza gli Stati Uniti revocheranno il blocco navale sui porti iraniani, l’Iran si impegnerà a riportare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese. La navigazione nello stretto canale sarà gestita da Iran e Oman. Gli Stati Uniti ritireranno le truppe “dall’area circostante l’Iran” , sebbene non sia chiaro se ciò includa le forze schierate nella regione o quelle di stanza nelle basi. Se si raggiungerà un accordo definitivo entro due mesi, questo verrà ratificato sotto forma di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)