“Tra le fiamme e le rose” di Franco Zaffanella. Una storia d’amore e di guerra ai tempi del Risorgimento nelle librerie e online
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Nel cuore tumultuoso del Risorgimento, durante quel passaggio epocale che in pochi anni cambiò il volto dell’Italia, due giovani si incontrano e trasformano i loro sguardi in un legame appassionato, forte, immediato e travolgente. La loro storia, anche se frutto di una immaginaria realtà, si intreccia con fatti e personaggi realmente esistiti, trovando origine nella celebre battaglia di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848. Due anime lontane – un giovane pisano e una ragazza mantovana – vengono sconvolte da un amore autentico nel piccolo paese di Castellucchio, nei giorni che precedettero lo scontro patriottico. Un amore destinato a essere spezzato dalla guerra, dalla politica e dalla malattia. Eppure, quando l’amore è vero, non svanisce: sotto la cenere, la brace arde e non si spegne. Rimane viva, ricorda, sogna, spera.
Era una giornata luminosa e calda; se non fossi stato a Curtatone quel giorno, sarei certamente stato a studiare sotto il pergolato della vite che stava dietro alla mia casa di Pisa. Mia madre Giovanna mi avrebbe portato una fresca limonata e avremmo chiacchierato un po’ come eravamo soliti fare. Ah, come avrei gustato in quel momento qualcosa di fresco. Mi confortava il ricordo, ma nello stesso tempo mi struggeva. Mia sorella Maddalena sarebbe sicuramente stata a raccogliere ciliegie, di cui era ghiotta, sull’albero che stava nel nostro campo. Era solita tornare con il suo cappellino colmo di dolci frutti e si sarebbe seduta con me e mamma a mangiare lentamente senza dire nulla, ma con la faccia soddisfatta, felice e senza pensieri. Era incantevole vederla così serena a guardarci come se fossimo le cose più preziose che esistessero. Era quasi sempre vestita con abiti color verde chiaro. Aveva un leggero strabismo che la rendeva unica. Sosteneva che i suoi occhi potevano vedere anche al buio, come i gatti.
Franco Zaffanella (Mantova, 1955) negli anni ha fondato una radio, ha scritto commedie e copioni teatrali, anche in dialetto e per le scuole, e da appassionato di archeologia ha condotto laboratori didattici, progetti sperimentali (nel 2019 il suo La memoria di un filo, realizzato con il regista Gian Maria Pontiroli, ha vinto il Premio del Pubblico alla XXX Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto) e ha pure raccolto e consegnato alla soprintendenza oltre seicento reperti preistorici. Ha scritto numerosi libri di storia locale e racconti illustrati per ragazzi, tra cui ricordiamo almeno, per Il Rio Edizioni, I gradini della memoria (con Vanna Lodi Pasini, 2018) e Intrepide primavere, Castellucchio 1848-1866 sulla soglia del Risorgimento (2019).