Flotilla, 2 attivisti italiani arrestati in Libia. Tajani: “Spero vengano espulsi così tornano in Italia”


Facevano parte di un convoglio umanitario che puntava ad arrivare a Gaza passando per la Cirenaica

Sono a Bengasi i due italiani attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati in Libia durante le trattative con le autorità del territorio controllato dal generale Haftar: il pugliese Domenico Centrone e la piemontese Leonarda Alberizia, accusati di ingresso illegale, saranno espulsi nelle prossime ore.

COSA È SUCCESSO

Il gruppo, di cui si erano perse notizie da ieri pomeriggio, domenica 24 maggio, faceva parte di un convoglio umanitario internazionale, in viaggio via terra verso la Libia per rompere il blocco nella Striscia di Gaza, passando dalla Cirenaica. L’obiettivo della missione era quello di portare beni di prima necessità e medicinali alla popolazione della Striscia. Secondo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, una parte del convoglio, che viaggiava su un auto e un ambulanza – e di cui facevano parte i due cittadini italiani – è stato fermato mentre stavano negoziando il proprio passaggio “a un checkpoint con le milizie di Haftar”.

TAJANI: “SONO A BENGASI, OGGI LA DECISIONE DEL GIUDICE”

Secondo fonti della Farnesina i due attivisti italiani della Flotilla in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi trattati come possibili clandestini. Entrambi potrebbero essere espulsi presto. A confermarlo le parole del Ministro degli Esteri Antonio Tajani: i due attivisti italiani “dovrebbero andare stamane davanti al giudice, quindi mi auguro che il giudice decida di farli ritornare in Italia”, ha detto il ministro. Tajani ha quindi assicurato di aver attivato i contatti “con la nostra interlocuzione a Bengasi”. E infine: “Mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa – ha aggiunto – stiamo lavorando”.

agnesepriorelli

Giornalista