“La malattia (BVD) è una forma grave e spesso fatale di malattia da virus Ebola”
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Il ministero della Salute ha emanato una circolare che dispone l’attivazione della sorveglianza sanitaria per tutti gli operatori, sanitari e non, in rientro in Italia dopo attività svolte nelle aree interessate dall’epidemia di virus Bundibugyo, variante dell’Ebola per la quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo scorso 16 maggio lo stato di emergenza internazionale.
Il provvedimento, firmato dal direttore generale della Prevenzione, Sergio Iavicoli, e dal capo Dipartimento Maria Rosaria Campitiello, riguarda in particolare la provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, dove è attivo il focolaio, e l’Uganda, dove sono stati registrati casi importati.
Secondo la circolare, le organizzazioni governative e non governative che impiegano personale nelle aree coinvolte dovranno comunicare al Ministero della Salute, almeno 48 ore prima del rientro, i dati dell’operatore, l’itinerario di viaggio e le modalità di ingresso in Italia. Dovrà inoltre essere trasmessa una dichiarazione firmata dal legale rappresentante o dal responsabile del progetto che attesti l’assenza di sintomi alla partenza e la mancata esposizione, nei 21 giorni precedenti, a casi probabili o confermati di virus Bundibugyo. Gli operatori saranno tenuti a portare con sé una scheda anamnestica cartacea, da aggiornare durante il viaggio con eventuali rilevazioni della temperatura corporea effettuate negli scali.
La circolare prevede inoltre che eventuali sintomi compatibili con l’Ebola manifestati durante il volo (tra cui febbre, vomito, debolezza o sanguinamenti) devono essere immediatamente segnalati al personale di bordo. In tali casi, l’atterraggio sarà consentito esclusivamente negli aeroporti sanitari di Roma Fiumicino o Milano Malpensa, dove verranno attivate le procedure previste dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF).
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Le compagnie aeree dovranno segnalare tempestivamente agli USMAF ogni situazione sospetta, in conformità alla circolare ENAC del 21 settembre 2012, e raccogliere i Passenger Locator Form (PLF) dei passeggeri per consentire l’eventuale tracciamento dei contatti. All’arrivo in Italia, gli operatori asintomatici dovranno attendere al gate il personale USMAF per il controllo della scheda anamnestica e la misurazione della temperatura corporea. In assenza di criticità, la documentazione sarà trasmessa alle autorità sanitarie competenti per l’avvio della sorveglianza sanitaria. In presenza di febbre o altri sintomi, scatteranno invece le procedure previste dall’ordinanza USMAF e il tracciamento immediato dei contatti. Per i rientri effettuati con mezzi diversi dall’aereo, come treno, autobus o auto privata, sarà la ASL territorialmente competente a contattare l’operatore per la valutazione clinica e gli eventuali controlli sanitari.
CONGO, MINISTERO: VIRUS BUNDIBUGYO FORMA GRAVE E SPESSO FATALE EBOLA
“La malattia da virus Bundibugyo (BVD) è una forma grave e spesso fatale di malattia da virus Ebola, causata dal virus Bundibugyo, una delle specie di Orthoebolavirus. Si tratta di una zoonosi e si sospetta che i pipistrelli della frutta siano il serbatoio naturale del virus. L’infezione umana avviene attraverso il contatto stretto con il sangue o le secrezioni di animali selvatici infetti, come pipistrelli o primati non umani e si diffonde successivamente da persona a persona tramite contatto diretto con il sangue, le secrezioni, gli organi o altri fluidi corporei di individui infetti o superfici contaminate”. Si legge nella nota del ministero.
BUNDIBUGYO: I SINTOMI E COME SI TRASMETTE
“La trasmissione – si legge nella circolare ministeriale – è particolarmente amplificata negli ambienti sanitari quando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC) sono inadeguate e durante pratiche di sepoltura non sicure che comportano il contatto diretto con il defunto. Il periodo di incubazione della BVD varia da 2 a 21 giorni e, di solito, gli individui non sono contagiosi fino alla comparsa dei sintomi. I sintomi iniziali sono aspecifici e includono febbre, affaticamento, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, che complicano la diagnosi clinica e possono ritardarne l’individuazione. Questi progrediscono in disturbi gastrointestinali, disfunzioni d’organo e, in alcuni casi, manifestazioni emorragiche”.Fa sapere ancora il ministero: “I tassi di letalità nelle ultime due epidemie di BVD, segnalate in Uganda e nella RDC nel 2007 e nel 2012, sono stati compresi tra il 30% e il 50% circa.
Distinguere la BVD da altre malattie febbrili endemiche come la malaria è difficile senza una conferma di laboratorio tramite PCR o test basati su antigeni/anticorpi. Il controllo si basa sulla rapida identificazione dei casi, sull’isolamento e sulla cura, sul tracciamento dei contatti, su sepolture sicure e su un forte coinvolgimento della comunità, poiché al momento non esistono vaccini approvati o trattamenti specifici per la BVD”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)