Delitto di Garlasco, l’intervento del Garante sui colloqui svelati tra Stasi e il suo legale


Garlasco, i colloqui svelati tra Stasi e il suo legale: il monito (inascoltato) del Garante della Privacy. “Stop alla morbosa spettacolarizzazione”

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Il Garante della privacy “prende atto della rimozione del servizio televisivo relativo ai colloqui tra Alberto Stasi e il suo legale e rinnova il fermo richiamo ai media al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e delle Regole deontologiche dei giornalisti, oltreché delle garanzie costituzionali”.

SU UNA PIATTAFORMA TV AUDIO E TRASCRIZIONI TRA STASI-LEGALE: ILLEGALE

“La presenza, su una piattaforma televisiva online, dell’audio e della trascrizione di conversazioni intercorse tra Stasi e il suo avvocato difensore, vietate dal Codice di procedura penale, è stata stigmatizzata nelle scorse ore anche dall’Unione delle Camere penali italiane”, scrive in una nota l’Autorità con riferimento ai fatti di Garlasco, nei confronti dei quali “si assiste a una continua e morbosa spettacolarizzazione di una vicenda di cronaca, in contrasto con il principio di essenzialità dell’informazione e suscettibile di travalicare il necessario rispetto della persona e della sua dignità. Si tratta di un limite che deve essere garantito non soltanto alla vittima e ai suoi familiari, ma anche agli indagati e a tutte le persone che, a vario titolo, risultino coinvolte o richiamate nella narrazione mediatica”.

“PRONTI A INTERVENIRE NEI CONFRONTI DI CHI USA CONTENUTI ILLECITI”

L’Autorità, prosegue il comunicato, “continua a vigilare sulla vicenda, anche alla luce dei reclami ricevuti dagli interessati, e si riserva di intervenire ulteriormente rispetto alle istruttorie già aperte, anche nei confronti di eventuali utilizzatori di contenuti acquisiti o diffusi illecitamente”. Il Garante ricorda, infatti, che anche “la riproduzione, la condivisione o l’ulteriore diffusione di contenuti acquisiti in modo illecito può integrare una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali”.

A COSA SI RIFERISCE L’AUTHORITY

In particolare, il monito dei Garanti fa riferimento alla pubblicazione di intercettazioni ambientali, audio e trascrizioni, relative a una telefonata avvenuta nel settembre 2007, un mese dopo l’omicidio di Chiara Poggi, tra Alberto Stasi e il suo ex avvocato difensore, Angelo Giarda, contenuti diffusi dal programma di Rete 4 “Quarta Repubblica“, condotto da Nicola Porro. Al telefono Stasi e Giarda discutevano delle tracce biologiche (sangue) trovate sotto le unghie della vittima, l’attuale condannato per l’omicidio dell’allora fidanzata esprimeva preoccupazioni, ipotizzando che potessero essere tracce legate a un foruncolo che la fidanzata gli aveva schiacciato giorni prima del delitto. Già l’Unione Camere Penali Italiane (Ucpi) aveva definito la diffusione di tali colloqui tra imputato e difensore una “questione di straordinaria gravità” e una “vergogna che umilia lo Stato di diritto”, sottolineando la violazione della tutela del rapporto difensivo.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)