«IL VECCHIETTO DOVE LO METTO» spettacolo scritto e diretto da Veronica Meddi in scena il 7 giugno al Centro Culturale Benedetto XVI
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«IL VECCHIETTO DOVE LO METTO», l’irriverente commedia nata da un’idea dei ragazzi del gruppo Special costruita e risolta con follia divertita della regista. Sono quest’anno 9 i performers che saliranno sul palco che con rispettoso divertimento daranno il loro punto di vista su quello che è un percorso di vita. E siccome il tempo non guarda in faccia nessuno allora è meglio smontare il suo potere con una risata. Come tutti gli anni – per alcuni che sono i fondatori, ben nove – tutto parte da un’idea nuova – non c’è spettacolo simile all’altro – che poi si sviluppa e conquista.
Note di regia
Ricordo perfettamente il momento in cui uno dei ragazzi, a fine lezione, in una sera di ottobre mi propose questa idea. Cioè, un ventenne mi chiedeva di interpretare la versione di suo nonno. Non vi nascondo la mia sorpresa, considerando poi che con un giro d’occhi vidi sui volti di tutti gli altri ragazzi la piena approvazione. Stava succedendo davvero. Mi fu specificato subito che i loro vecchietti dovevano far ridere, commuovere e far riflettere sì, ma i testi dovevano essere comici. Cominciammo sin dal martedì successivo a inoltrarci in questa nuova avventura. E devo ammettere che la forza mi è venuta da loro. Ci credevano, ci ho creduto. Organizzatissimi e puntuali, chi per le musiche, chi per i movimenti, chi per le locandine. Uno spettacolo che al 100% è nato da una loro esigenza. In corso d’opera spunta poi l’idea di una badante (pappagalli e padelle si fanno simpatici strumenti), di una nipotina che parla con suo nonno (il film è Verso sera con Marcello Mastroianni), e di un’anziana scatenata che doveva vestire i panni di Orietta Berti – ho lavorato con la Berti in America, conoscendola so già che ne sarebbe divertita -.
Da Vecchio scarpone (Gino Latilla), al Vecchietto (Domenico Modugno), a Mille (Fedez, Achille Lauro, Orietta Berti), Terra mia (Pino Daniele), I Watussi (Edoardo Vianello), M’aggia curà (Nino Taranto) e tante altre lo spettacolo, come è mia consuetudine, verrà irrorato da musiche di un’epoca lontana che entra nell’oggi creando un quotidiano molto interessante, che dà speranze.
Non mi rimane che augurare una buona visione. Garantisco, lo sarà.
Ingresso a offerta libera
Previa prenotazione al numero 339-5607076
CENTRO CULTURALE BENEDETTO XVI
Ingresso da Piazza Santa Maria Consolatrice
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza