“Siamo dalla parte giusta della storia”, dice il primo ministro in un video social commentando la decisione
Una scelta che dimostra “l’impegno per i diritti umani e il diritto internazionale attraverso la cultura”. Il primo ministro Pedro Sanchez, in un video pubblicato sui social, esprime soddisfazione per la decisione della Spagna e della sua emittente RTVE di non partecipare all’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest che domani si concluderà alla Wiener Stadthalle di Vienna.
Il Paese – uno delle Big 5 della competizione – quest’anno sarà assente in segno di protesta contro la presenza in gara di Israele. Alla stessa maniera non ci saranno Irlanda, Slovenia, Islanda e Paesi Bassi. La competizione non sarà trasmesso nei primi due e nel paese iberico.
Este año no estaremos en Eurovisión, pero lo haremos con la convicción de estar en el lado correcto de la historia.
Por coherencia, responsabilidad y humanidad. pic.twitter.com/cnTt7Kc5rk
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) May 15, 2026
“DI FRONTE A UNA GUERRA ILLEGALE E A UN GENOCIDIO IL SILENZIO NON È UN’OPZIONE”
Sanchez, nella clip, ricorda che “quando la Russia invase l’Ucraina, fu esclusa dal festival e la Spagna appoggiò tale decisione”. E, sulle motivazioni che hanno portato al ritiro, aggiunge: “Questi principi devono essere applicati anche quando parliamo di Israele. Non ci possono essere due pesi e due misure“.
“La Spagna – prosegue – è sempre stata impegnata in questo festival, creato proprio per promuovere la pace, per avvicinarci e per celebrare la diversità del continente europeo. Ma di fronte a una guerra illegale e a un genocidio, il silenzio non è un’opzione e non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano”.
Sánchez afferma che l’assenza della Spagna “è una questione di coerenza, responsabilità e umanità”, condivisa da altri Paesi, ma “anche da parte di tanti fan del festival che si sono dissociati”. Il premier, poi, conclude: “Quest’anno, quindi, sarà diverso, sì. Non saremo a Vienna. Ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia”.