Esce FUORILUOGO – Tutti gli uomini che non volevo raccontare di Rebecca Andrea de Lisi. Presentazione alla Sala Umberto di Roma
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Il 15 maggio ore 17,30 presso la Sala Umberto di Roma, si terrà la presentazione del libro “Fuoriluogo – Tutti gli uomini che non volevo raccontare” della designer Rebecca Andrea de Lisi edito da Provaci Ancora Bill Editore (PAB Editore). A moderare l’appuntamento saranno Nina Palmieri e Angelo Rifino, a leggere ed interpretare sarà l’attrice Elda Alvigini e intervengono Ilenia Guerrieri, Giulia Di Quilio e Sara Negrosini.
L’esordio più esplosivo dell’anno, dove una ragazza si ritrova a combattere ironicamente con la solitudine piuttosto che consegnarsi a uomini-stereotipo, che però forse, in fondo in fondo, siamo semplicemente noi. Dopo sette anni, Rebecca si ritrova improvvisamente single. Questa è la storia tragicomica dei suoi tentativi di rimettersi in gioco. Tra app di incontri che sembrano più un casting per personaggi improbabili che un luogo dove trovare esseri umani funzionali, e appuntamenti che oscillano tra il surreale e l’iperreale, la ragazza colleziona una serie di frequentazioni che definire disastrose è quasi riduttivo. Più che una vita sentimentale, un catalogo di casi studio. E così, tra una figuraccia Rebecca ha iniziato a navigare questo caos con l’unica arma possibile: l’ironia. Perché se non ridi, piangi. E la ragazza preferisce ridere… anche quando forse è proprio lei la barzelletta.
REBECCA ANDREA DE LISI nasce il 5 aprile a Roma dove tutt’ora vive e lavora come designer nella sua azienda di abbigliamento. Fuoriluogo è il suo primo romanzo. Rebecca Andrea, classe ’95. Ho studiato Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con l’ambizione — ingenua ma affascinante — di diventare giornalista. Mi vedevo già seria, autorevole, quasi istituzionale. Poi però ho fatto una scoperta sconvolgente: ero bionda, con gli occhi azzurri. E niente, ho capito che forse il destino aveva deciso di non prendermi troppo sul serio. Così, mentre cercavo di capire il mio posto nel mondo (e possibilmente anche il mio tono di voce), durante un viaggio in America ho avuto una rivelazione molto più concreta: la gente mi fermava continuamente. Non per chiedermi analisi politiche, non per discutere di equilibri internazionali… ma per sapere come fossi vestita. E lì ho capito tutto. Addio sogno di diventare la nuova Maurizio Costanzo, benvenuta ossessione per Valentino. Da quel momento ho iniziato a lavorare 7 giorni su 7 per costruire il mio brand, con una dedizione quasi maniacale: estetica, identità, visione. Di giorno creo, progetto, inseguo qualcosa che ancora non ha un nome preciso. Di notte scrivo, perché certe parti di me escono solo quando tutto il resto si spegne. Per il resto sono egocentrica — ma con grande consapevolezza — ed eliotropica: mi muovo dove posso brillare, dove c’è luce, dove c’è sole. Alcune volte sono attratta dalle cose, altre volte sono io ad attrarle. A tratti sono creatura, a tratti creatrice. E nel dubbio, continuo a reinventarmi.