Al cinquantunesimo giorno della guerra tra Iran e Usa resta alta la tensione dopo la nuova chiusura dello stretto di Hormuz

X, The White House)
Al cinquantunesimo giorno della guerra tra Iran e Usa resta alta la tensione dopo la nuova chiusura dello stretto di Hormuz. Il capo negoziatore di Teheran e presidente del parlamento, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha affermato che sono stati compiuti progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma la fine dei contrasti non è ancora vicina. “Su alcune questioni si è giunti a delle conclusioni durante i negoziati, su altre no; siamo ancora lontani da un accordo definitivo“, ha affermato Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran. Il presidente ha, poi, ribadito che lo stretto di Hormuz rimane sotto il controllo dell’Iran e il traffico delle navi sarà limitato fin quando gli Usa manterranno il blocco sui porti.
Nel frattempo, negli Usa – secondo quanto rivela Axios, citando due funzionari statunitensi – il presidente Trump avrebbe convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca per discutere della nuova crisi e dei nuovi passi da fare nei negoziati con l’Iran, anche se non c’è una data. È un momento critico dato che martedì sera, se non sarà prolungato, scadrà il cessate il fuoco di due settimane.
07:00 – PAPA LEONE: NON È MIO INTERESSE DIBATTERE CON TRUMP. JD VANCE: GRATO PER LE SUE PAROLE
A bordo del suo volo per l’Angola, nuova tappa del viaggio apostolico in Africa, Papa Leone XIV ha dichiarato le affermazioni fatte nei suoi discorsi non sono riferite a Donald Trump. Il pontefice, tra le altre cose, aveva detto: “Il mondo è devastato da una manciata di tiranni”. Quel discorso, nello specifico, “era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse me e il messaggio di pace che sto promuovendo”. Prevost ha aggiunto: “A quanto pare, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse”.
Su X, il vicepresidente JD Vance ha ringraziato il papa per il chiarimento: “Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre il racconto mediatico alimenta costantemente conflitti – e sì, disaccordi reali sono avvenuti e continueranno a verificarsi – la realtà è spesso molto più complicata. Papa Leone predica il vangelo, come dovrebbe fare, e questo inevitabilmente significa che offre le sue opinioni sulle questioni morali del giorno. Il Presidente – e l’intera amministrazione – lavora per applicare quei principi morali in un mondo caotico. Sarà nelle nostre preghiere, e spero che noi saremo nelle sue”.
04:00 – TRUMP ELOGIA ISRAELE: “GRANDE ALLEATO, A DIFFERENZA DI ALTRI”
Nella notte il presidente Trump è tornato a scrivere sul suo social Truth e in un post ha elogiato Israele: “Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un grande alleato degli Stati Uniti d’America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress, Israele combatte con tenacia e sa come vincere!”.
00.00 – IL SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU CONDANNA L’ATTACCO ALL’UNIFIL IN LIBANO
Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, in un post su X, ha condannato “fermamente l’attacco di sabato contro l’Unifil, durante il quale un casco blu francese è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti”. Nel suo messaggio ha aggiunto: “Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del casco blu caduto, e formulo i miei auguri di una completa e rapida guarigione ai cascosicuri feriti. Si tratta del terzo incidente nelle ultime settimane che ha causato la morte di caschi blu in servizio in Libano. Questi attacchi devono cessare. Tutti gli attori devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)