Distrofia muscolare di Becker: Sevasemten aiuta il cuore


Sevasemten mantiene stabile la funzione cardiaca nella distrofia muscolare di Becker secondo i risultati del trial CANYON

fondazione roche

Una nuova analisi dello studio di fase 2 CANYON (NCT05291091) mostra che il trattamento con il farmaco sperimentale sevasemten (Edgewise Therapeutics) mantiene stabile la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF) e i livelli di NT‑proBNP negli adulti con distrofia muscolare di Becker (BMD). Secondo gli autori, questi risultati rafforzano il profilo di sicurezza cardiovascolare del farmaco e suggeriscono un possibile ruolo cardioprotettivo in questa popolazione.

L’analisi, presentata al Muscular Dystrophy Association (MDA) Clinical & Scientific Conference 2026 (8‑11 marzo, Orlando, Florida), ha incluso campioni plasmatici di 28 partecipanti trattati con sevasemten e 12 con placebo durante i 12 mesi del trial. Guidati da Ben Barthel, principal scientist di Edgewise Therapeutics, i ricercatori hanno osservato una correlazione tra LVEF, valutata tramite ecocardiografia centralizzata, e NT‑proBNP (r = –0.576; P < 0.001). Nei pazienti con BMD, livelli elevati di NT‑proBNP possono indicare un iniziale deterioramento ventricolare o un peggioramento della cardiomiopatia anche prima di un calo significativo della LVEF.

Analisi proteomica e stratificazione per funzione ventricolare

I campioni plasmatici sono stati analizzati tramite piattaforma SOMAscan al basale e dopo 12 mesi. I partecipanti sono stati inoltre suddivisi in due gruppi: LVEF normale (≥55%, n = 21) e LVEF ridotta (<55%, n = 14). I soggetti con LVEF ridotta presentavano livelli basali più elevati di NT‑proBNP, mentre età, creatinchinasi basale e punteggi alla North Star Ambulatory Assessment (NSAA) risultavano simili tra i gruppi.

Meccanismo d’azione e risultati dopo 12 mesi di trattamento

Sevasemten è un inibitore orale della miosina scheletrica rapida, first‑in‑class, progettato per proteggere il muscolo dal danno da contrazione nelle distrofie muscolari, incluse Becker e Duchenne. Dopo 12 mesi di trattamento, la LVEF è rimasta stabile nei partecipanti con valori normali al basale e ha mostrato una tendenza al miglioramento in quelli con LVEF ridotta. Parallelamente, i livelli di NT‑proBNP sono rimasti invariati nei soggetti trattati con sevasemten e hanno mostrato una tendenza alla riduzione rispetto al gruppo placebo.

Il ruolo di LVEF e NT‑proBNP nella gestione cardiologica della BMD

Nella distrofia muscolare di Becker, il coinvolgimento cardiaco si manifesta tipicamente come cardiomiopatia dilatativa progressiva, rendendo essenziale un monitoraggio cardiaco regolare. La LVEF rappresenta un parametro chiave per valutare la funzione sistolica e identificare precocemente un’alterazione miocardica, orientando l’impiego di terapie cardioprotettive. NT‑proBNP è un biomarcatore complementare che riflette lo stress di parete ventricolare e può aumentare con il peggioramento della funzione cardiaca, talvolta prima di un calo evidente della LVEF. L’integrazione di questi due indicatori consente una valutazione più accurata della progressione cardiaca e del rischio nei pazienti adulti con BMD.

Riduzione dei biomarcatori di danno muscolare: evidenze precedenti da CANYON

Un’analisi precedente del trial CANYON aveva mostrato che 10 mg di sevasemten determinavano una riduzione significativa dei biomarcatori di danno muscolare negli adulti con BMD. Dopo un mese di trattamento, i pazienti trattati presentavano una diminuzione significativa di un pannello di proteine associate al danno muscolare (P < 0.0001), riduzione che si manteneva tra 6 e 12 mesi (P <0 .0001).

Tra le proteine più sensibili al trattamento figuravano TNNI2 (P < 0.001), la catena leggera regolatoria della miosina scheletrica rapida (P < 0.001) e Calpaina‑3 (P <0 .001). Nel corso dell’anno, le variazioni dei biomarcatori nei pazienti trattati con placebo non differivano significativamente dai dati di storia naturale (P = 0.01), mentre i soggetti trattati con sevasemten mostravano una riduzione significativa rispetto alla storia naturale (P <0 .001), suggerendo un potenziale effetto del farmaco sui meccanismi di danno muscolare.

Risultati primari e funzionali del trial CANYON

Nell’analisi primaria, sevasemten aveva raggiunto l’end point principale, con una riduzione media della creatinchinasi del 28% rispetto al placebo nel periodo 6‑12 mesi (P =0 .02). Gli investigatori avevano inoltre riportato un vantaggio di 1,1 punti nel punteggio NSAA a favore del gruppo trattato, differenza che tuttavia non aveva raggiunto la significatività statistica (P = 0.16).

Dati incoraggianti dall’estensione in aperto MESA

Nell’estensione in aperto (OLE) degli studi CANYON e ARCH, nota come MESA, sevasemten ha continuato a mostrare risultati promettenti. I dati diffusi a metà 2025 indicavano un incremento di 0,8 punti nel punteggio NSAA dopo 18 mesi di trattamento. Tra i partecipanti che erano passati da placebo a sevasemten nell’OLE, si osservava un miglioramento di 0,2 punti.

Fonte:

Barthel B, et al. LB: Effects of Sevasemten on LVEF and NT-proBNP in Adults with Becker muscular dystrophy in CANYON. Presented at: 2026 MDA Conference; March 8-11; Orlando, FL. ABSTRACT 470LB