Skira presenta Schiaparelli Anglomaniac, a cura di Thierry-Maxime Loriot


Anglomaniac edito da Skira è un omaggio all’eredità intramontabile di Elsa Schiaparelli attraverso le opere di oltre cinquanta artisti britannici

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Skira presenta Schiaparelli Anglomaniac, un prezioso volume che esplora il dialogo creativo tra la Maison Schiaparelli e una vivace comunità di oltre cinquanta artisti, fotografi, stilisti e creatori di immagini britannici. In libreria da settembre, il volume è disponibile in anteprima su skira-arte.com e presso la Boutique Skira di Milano.

Curato da Thierry-Maxime Loriot e con un’introduzione di Dua Lipa, il libro presenta un saggio storico-critico di Loriot e un testo di Robin Muir che esamina le collaborazioni storiche tra Maison Schiaparelli e il fotografo Cecil Beaton. La pubblicazione include numerose immagini e opere d’arte inedite presentate qui per la prima volta, insieme a interviste a Nick KnightStephen JonesDame Pat McGrathGuido Palau e Nadia Lee Cohen, con contributi aggiuntivi di Trino Verkade.

Dall’arrivo di Daniel Roseberry alla direzione della Maison Schiaparelli, la sua visione creativa unica ha ispirato un’ampia rete di talenti britannici nei campi della fotografia, dell’illustrazione, della performance, dell’editing di moda, dell’acconciatura e del trucco. Nello spirito delle collaborazioni originali di Elsa Schiaparelli con gli artisti, il libro mette in luce il lavoro di quasi cinquanta creativi che abbracciano diverse generazioni.

Tra i protagonisti figurano i fotografi storici Cecil Beaton e Norman Parkinson, artisti affermati come Nick KnightTim Walker e Dame Pat McGrath, e una nuova generazione che comprende Nadine IjewereCampbell AddyFelix CooperNadia Lee CohenJack DavisonTom Craig e Harley Weir. Insieme, questi collaboratori riflettono il panorama culturale in continua evoluzione che circonda la Maison.

Attraverso discipline e generazioni, questi artisti rispondono al lavoro di una singola mente creativa, affermando al contempo le proprie prospettive distintive. Le loro immagini e i loro interventi reinterpretano e sovvertono i codici consolidati sia dalla Maison sia dall’industria della moda, celebrando la diversità, l’arguzia e la maestria tecnica.

L’approccio distintivo di Daniel Roseberry ci invita a entrare nel mondo onirico plasmato dalla squisita maestria dell’haute couture che ha portato alla Maison. Non per soffermarsi sul passato, ma per proiettarsi verso il futuro.