Il primario: “Come volete che stia?”
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Il cuore malato del piccolo Domenico è stato espiantato non prima, ma dopo l’arrivo in sala operatoria dell’organo nuovo da Bolzano, quello che avrebbe dovuto salvarlo: insomma, la cartella clinica non mente e contiene gli orari corretti di come sono andate le cose. Questa è la versione sostenuta dalla difesa dei due medici dell’ospedale Monaldi di Napoli, ascoltati oggi dalla Procura di Napoli, nel quadro dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito. Oggi infatti, martedì 31 marzo, è il giorno in cui il primario Guido Oppido e la sua vice, la cardiochirurga Emma Bergonzoni, che eseguirono il trapianto, sono entrati nel nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli per l’interrogatorio preventivo volto a chiarire cosa è successo nella sala operatoria del Monaldi il 23 dicembre scorso. Entrambi i medici sono infatti indagati del reato di falso, per presunte modifiche sulla cartella clinica del bambino, in particolare relative alle tempistiche e agli orari inseriti.
TENSIONE ALL’INGRESSO DEL TRIBUNALE
Il professore Oppido è arrivato in Tribunale in tarda mattinata, accompagnato dai suoi avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge. All’ingresso dell’edificio i giornalisti presenti gli hanno chiesto come si sentisse in vista del colloquio con i pm: “Come volete che mi senta?”, è stata la sua risposta secca. Il suo interrogatorio è previsto nel pomeriggio.
L’INTERROGATORIO DELLA VICE BERGONZONI
Alle 13.30, dopo oltre due ore, è invece terminato l’interrogatorio della dottoressa Bergonzoni che è stata ascoltata per prima dai magistrati. Il suo legale, Vincenzo Maiello, ha sostenuto la tesi della correttezza di quanto riportato nel referto medico: “Riteniamo che la cartella clinica abbia un contenuto di verità e non di falsità ideologica”, ha infatti commentato con i cronisti all’uscita dal tribunale. “È stato un interrogatorio articolato, svoltosi in un clima di grandissima serenità, con moltissime domande del giudice, dell’ufficio di procura, e ulteriori richieste di precisazioni da parte nostra”, ha raccontato l’avvocato. “La dottoressa Bergonzoni ha risposto con sofferenza emotiva- ha poi aggiunto- ma anche con grande capacità di ricostruire con lucidità la sequenza, anche nei particolari, di tutto quello che è accaduto”. Diversamente, “riteniamo che siano molti i profili che facciano dubitare della sequenza ricostruita alla luce delle dichiarazioni di quanti sono stati finora sentiti a sommarie informazioni”, ha puntualizzato. Infime: “La dottoressa Bergonzoni- ha concluso Maiello- ha rivendicato l’assoluta correttezza di quanto contenuto nella cartella clinica, perché corrispondente alla realtà degli accadimenti e delle operazioni che sono state compiute”. L’interrogatorio di Oppido era previsto nel pomeriggio.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)