Caso Tania Bellinetti, il pm contesta l’omicidio volontario. Il fratello: “Combatteremo fino alla fine”


Il capo di imputazione nel processo cambia da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario pluriaggravato

alberto genovese

Cambia da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario pluriaggravato il capo di imputazione nel processo sul decesso della 47enne Tania Bellinetti, morta l’8 aprile dell’anno scorso dopo essere caduta dal balcone al terzo piano della palazzina in cui abitava in via Tolstoj, in zona Barca a Bologna. La riformulazione dell’accusa da parte del pm bolognese Marco Forte è stata comunicata nel corso dell’udienza preliminare che si è tenuta poco fa davanti al gup Roberta Malavasi. Per la morte della donna a febbraio è stato chiesto il rinvio a giudizio del 38enne tunisino Faiez Selmi, ex compagno di Bellinetti. L’uomo, difeso dall’avvocato Roberto D’Errico (i familiari di Bellinetti sono invece assistiti dagli avvocati Antonio Petroncini e Chiara Rinaldi), finora era appunto accusato di omicidio preterintenzionale e maltrattamenti in famiglia, dopo che inizialmente era stato indagato per istigazione al suicidio. Il 38enne è in carcere dopo essere stato fermato il 23 luglio scorso in Francia -dove era fuggito subito dopo la morte di Bellinetti- in esecuzione di un mandato d’arresto europeo che non riguardava la morte della donna, ma un’accusa di maltrattamenti ai danni della stessa Bellinetti per cui, a dicembre 2024, era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ex compagno. Alla base della riformulazione del capo di imputazione c’è l’esito della consulenza cinematica dell’ingegner Giuseppe Monfreda, depositata la settimana scorsa, che secondo il pm escluderebbe le ipotesi di un incidente o di un suicidio e da cui emergerebbe invece che il fatto oggetto di contestazione sarebbe riconducibile esclusivamente ad un’azione volontaria da parte di Selmi. Le aggravanti contestate all’imputato sono quella dell’aver commesso l’omicidio in un contesto di maltrattamenti e quella dell’aver agito contro la persona con cui conviveva stabilmente e che era legata a lui da una relazione affettiva. Oltre ai familiari di Bellinetti, si sono costituite parti civili le associazioni Udi e Sos Donna. L’udienza preliminare riprenderà venerdì 27 marzo alle 10.

IL FRATELLO: COMBATTEREMO FINO ALLA FINE

“Ero un po’ teso all’inizio, sto scaricando un po’ adesso, però diciamo che mi affido all’avvocato e combatteremo fino alla fine”. Lo ha detto ai cronisti Andrea, il fratello di Tania Bellinetti, al termine dell’udienza preliminare in cui è stato cambiato da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario pluriaggravato il capo di imputazione a carico del 38enne Faiez Selmi, ex compagno della sorella, morta l’8 aprile dell’anno scorso dopo essere caduta dal balcone al terzo piano della palazzina in cui abitava in via Tolstoj, in zona Barca a Bologna. Commentando la decisione del pm Marco Forte, l’avvocato Antonio Petroncini, che assieme alla collega Chiara Rinaldi assiste i familiari di Tania Bellinetti, afferma di condividere la scelta di cambiare il capo di imputazione: “Era quello che ritenevamo fosse giusto fare. Le prove di questo processo- aggiunge- indicano che la povera Tania è stata uccisa ed è stata uccisa volontariamente dall’imputato”, anche se “naturalmente sarà il processo a dare dimostrazione di questo”. Per il legale, l’omicidio è avvenuto “contestualmente a un comportamento maltrattante, perché ricordiamoci che Faiez ha maltrattato e perseguitato per anni questa donna, è andato avanti a farlo nonostante processi e condanne che aveva già avuto, ha continuato imperturbabile a trattarla come una cosa sua che poteva doveva essere picchiata a piacimento e alla fine l’ha uccisa”.

Petroncini sottolinea infine l’importanza, ai fini del cambio di imputazione, della consulenza cinematica disposta dalla Procura e da cui, secondo il pm Marco Forte, emergerebbe che la morte della donna sarebbe riconducibile esclusivamente ad un’azione volontaria da parte dell’imputato. Da parte sua, Rinaldi fa sapere che contro l’imputato si sono aggiunti nuovi elementi: in particolare, spiega, “sotto un dito di Tania è stato rinvenuto il Dna dell’imputato”. Sulla consulenza cinematica di sofferma anche l’avvocato Roberto D’Errico, difensore dell’imputato, secondo cui l’accertamento svolto dall’ingegner Giuseppe Monfreda “non dà invece un’indicazione specifica, è molto generico e lascia aperta ogni possibile interpretazione, quindi per quanto mi riguarda è una forzatura ed è un’incolpazione abbastanza apodittica, perché è fuori dal dall’incarto processuale”. Tuttavia, conclude il legale, “questo è il contesto, faremo il processo e ci difenderemo, avendo capito a questo punto qual è il percorso che intendono coltivare. Adesso l’udienza preliminare riparte da capo”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)