Mieloma multiplo: la somministrazione sottocutanea di isatuximab-irfc funziona


La somministrazione sottocutanea di isatuximab-irfc tramite un innovativo on-body injector ha dimostrato un’efficacia sovrapponibile a quello della formulazione endovenosa (Isa IV) nei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario

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La somministrazione sottocutanea di isatuximab-irfc tramite un innovativo on-body injector ha dimostrato un’efficacia sovrapponibile, una farmacocinetica equivalente e un profilo di sicurezza comparabile a quello della formulazione endovenosa (Isa IV) nei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario.

I dati provengono dallo studio di fase 3 IRAKLIA (NCT05405166), presentato al congresso della International Myeloma Society (IMS).
L’innovazione dello studio IRAKLIA non riguarda soltanto l’efficacia clinica di isatuximab, ma anche la modalità di somministrazione. Per la prima volta, infatti, è stato impiegato un on-body injector (OBI), un dispositivo pensato per rendere più semplice e confortevole l’iniezione sottocutanea del farmaco.

Si tratta di un piccolo apparecchio monouso che viene applicato direttamente sull’addome del paziente. Una volta attivato, il dispositivo rilascia automaticamente il farmaco nel tessuto sottocutaneo attraverso un sottilissimo ago, che rimane nascosto e si retrae da solo al termine della procedura. L’intera somministrazione dura in media tredici minuti, e comunque non più di venti, permettendo al paziente di restare seduto o addirittura di muoversi liberamente durante l’infusione.

Rispetto alla tradizionale via endovenosa, che richiede tempi molto più lunghi e la presenza costante del personale sanitario, l’OBI offre vantaggi sia in termini di comfort per il paziente sia di efficienza organizzativa per i centri di cura. Inoltre, grazie alla sua semplicità e alla totale sicurezza del meccanismo, questo sistema apre la strada a una possibile somministrazione domiciliare in futuro, riducendo ulteriormente l’impatto delle terapie sulla vita quotidiana.

Risultati di efficacia
L’overall response rate (ORR) è stato del 71,1% nel braccio Isa SC OBI + pomalidomide + desametasone (Pd; n=263), e del 70,5% con Isa IV + Pd (n=268). Le percentuali di risposta parziale (PR), risposta parziale molto buona (VGPR) e risposta completa/stringente (CR/sCR) sono risultate simili tra i due bracci:
Isa SC OBI: PR 24,7%, VGPR 28,5%, CR/sCR 17,9%
Isa IV: PR 24,6%, VGPR 25,4%, CR/sCR 20,5%
Lo studio ha raggiunto il margine di non-inferiorità predefinito, confermando che la nuova modalità di somministrazione è clinicamente equivalente all’infusione.

Farmacocinetica e somministrazione
La valutazione farmacocinetica ha mostrato livelli plasmatici (Ctrough) equivalenti o superiori con Isa SC OBI, sia al ciclo 6 (endpoint primario) sia al ciclo 2 (endpoint secondario).
Il dispositivo OBI ha garantito un’elevata affidabilità: il 99,9% delle oltre 5.000 somministrazioni è stato completato senza interruzioni, con un tempo medio di iniezione di 13 minuti e il 98% delle procedure concluse entro 20 minuti.

Sicurezza e tollerabilità
Il profilo di sicurezza si è confermato comparabile tra i due bracci:
TEAEs di qualsiasi grado: 97,0% (Isa SC OBI) vs 96,6% (Isa IV)
TEAEs di grado ≥3: 81,7% vs 76,1%
• TEAEs gravi correlati al trattamento: 27,0% vs 29,5%

Un vantaggio evidente è emerso sul fronte delle reazioni da infusione, molto più basse con la formulazione SC (1,5% vs 25%). Gli eventi locali nel sito di iniezione sono stati rari e di grado lieve.
Gli eventi avversi non ematologici più comuni includevano infezioni delle vie respiratorie superiori (22,8%), diarrea (19,8%), stanchezza (19,4%) e polmonite (19,4%). Tra le alterazioni ematologiche più frequenti: neutropenia (98,1%; ≥grado 3 nell’84,7%), trombocitopenia (85,1%; 26,1%) e anemia (96,2%; 17,6%).

Soddisfazione dei pazienti
Un aspetto rilevante dello studio è stata la valutazione della soddisfazione dei pazienti. Alla quinta somministrazione, il 70% dei pazienti nel braccio Isa SC OBI si è dichiarato soddisfatto o molto soddisfatto, contro il 53,4% del gruppo IV. La possibilità di evitare lunghe infusioni endovenose e di beneficiare di un dispositivo automatico e discreto ha rappresentato un chiaro valore aggiunto per i pazienti.

Conclusioni
Secondo Xavier Leleu (Hôpital La Mileterie, Poitiers), «IRAKLIA è il primo studio di fase 3 a testare questa tecnologia innovativa di somministrazione sottocutanea hands-free nel mieloma multiplo. I dati supportano l’on-body injector come nuova modalità standard di trattamento, in grado di coniugare efficacia clinica e migliore esperienza per il paziente».

Bibliografia
Ailawadhi S, Spicka I, Lu J, et al. Isatuximab subcutaneous via an on-body delivery system versus intravenous, in combination with pomalidomide-dexamethasone, in relapsed/refractory multiple myeloma: phase 3 IRAKLIA study. Presentato al 22nd Annual International Myeloma Society Meeting and Exposition; 17–20 settembre 2025; Toronto, Canada. Abstract OA-58.
Quach H, Parmar G, Ocio E, et al. Subcutaneous isatuximab administration by an on-body delivery system in RRMM: interim phase 1b results. J Clin Oncol. 2022;40(suppl 16):8025. doi:10.1200/JCO.2022.40.16_suppl.8025