Torna a far parlare di sé per i temi trattati “APERItiAMO”, il romanzo d’esordio dell’autore reggiano Andrea Torelli pubblicato in prima edizione con Edizioni Clandestine

Torna a far parlare di sé per i temi trattati “APERItiAMO”, il romanzo d’esordio dell’autore reggiano Andrea Torelli pubblicato in prima edizione con Edizioni Clandestine nel settembre dello scorso anno.
A essere entrato nel cuore dei lettori in questi mesi è Cristian, un trentenne riflessivo, disilluso e ironico, alla costante ricerca di un senso, tra feste, relazioni aperte, amori mancati e incontri inaspettati. Un personaggio complesso e reale, in cui molti si sono potuti riconoscere e attraverso il quale vengono esplorati temi profondi e attuali come il senso di smarrimento generazionale, la paura di legarsi, il bisogno di autenticità e la difficoltà di trovare il proprio posto in una società che spesso soffoca più che ispirare.
Ma è anche una storia di amicizia (memorabile il personaggio di Tommaso), di famiglia, e di amori che lasciano il segno.
“Ho scritto quest’opera perché volevo dare voce alla mia parte più intima. Volevo vedere crescere il mio personaggio e dargli uno scopo mixando l’animo nostalgico e romantico del protagonista con un atteggiamento talvolta spregiudicato. Tanti i riferimenti agli anni ’90 e alla sua musica. L’inizio della stesura è coinciso con il periodo in cui avevo l’età del protagonista: 29, quasi 30. Ora che ne ho 40, posso dire di averci impiegato un decennio, ma non sarebbe la verità assoluta. La verità è che ci sono stati tanti momenti in cui ho mollato dicendo che non sarei mai riuscito a finirlo. Come per Cristian, mi mancava ‘quel fuoco dentro’. Solamente un anno fa, ho avuto il coraggio e la forza di portarlo a termine. Una notte di ritorno in macchina da Milano, mentre guardavo fuori dal finestrino pensieroso, si è riaccesa quella vecchia fiammella che dentro di me non era morta del tutto. Questa volta l’ho alimentata, l’ho fatta ardere e, parola dopo parola, sono arrivato alla fine dell’ultimo capitolo. Non è stata un’Odissea, è avvenuto tutto in maniera naturale, con più consapevolezza ed esperienze vissute. Non credevo di farcela, ma non ho lasciato andare. Forse dovevo solo aspettare il momento giusto.”
Un racconto in prima persona che fotografa la confusione, le contraddizioni e la voglia di riscatto di una generazione – quella dei Millennials – in bilico tra nostalgia e desiderio di futuro. Un viaggio tra ironia e introspezione, tra autobiografia e finzione narrativa che affronta la “crisi dei trent’anni” e invita il lettore a riflettere sulla propria vita, sulle scelte che ha fatto, lo incoraggia a non arrendersi, a continuare a cercare e non accontentarsi di una esistenza che non lo rende felice.
Un esordio maturo e coinvolgente, che con leggerezza e profondità racconta, insomma, la complessità di diventare adulti senza perdere sé stessi.