“La formula di Socrate” è il nuovo libro di Cristina Dell’Acqua


Con “La formula di Socrate”, Cristina Dell’Acqua ci conduce in un nuovo viaggio nel mondo greco, per imparare a sentire socratica-mente

cristina dell'acqua

Gli Ateniesi lo chiamavano «tafano» per quanto poteva spazientire. Un insetto fastidioso, come quelli che ancora oggi, nelle campagne, attaccano alle gambe e siamo costretti a scacciare. Perché Socrate sapeva bene come pungolare e inquietare i suoi interlocutori con le domande e in questo modo far venire alla luce ciò che loro, senza ancora saperlo, custodivano dentro di sé. Fu infatti un maestro nell’arte che è passata alla storia come maieutica, poiché ci aiuta a nascere per la prima volta davanti a noi stessi.

Era considerato brutto, come le statuette di Sileni in vendita nei mercati greci; queste statuette, però, una volta aperte rivelavano al loro interno un’immagine preziosa e divina. Così è anche Socrate: un tesoro nascosto. Una figura misteriosa e affascinante, un incontro che può cambiare la vita. È accaduto a Platone e può accadere a ciascuno di noi, a qualunque età.

Forte di questa convinzione, Cristina Dell’Acqua ci conduce in un nuovo viaggio nel mondo greco, per imparare a sentire socratica-mente. Nel pensiero di quest’uomo straordinario, che nella vita non ha mai smesso di insegnare (fu la sua missione), ci sono i semi della nascita dell’uomo occidentale. Il suo insegnamento si fonda sui temi della ricerca, della libertà, del dialogo e del dubbio. Una formula che ha come nutrimento l’amore per le domande e parte da un unico presupposto: la conoscenza di sé. Perché noi siamo continua conoscenza.

Quella di Socrate è una formula non scritta, composta dagli elementi più singolari del suo pensiero, capace di insegnarci la cosa più importante: il coraggio di essere noi stessi. In questo, a dispetto dei secoli che passano e sembrano voler cancellare il passato, Socrate è ancora oggi un maestro per tutti noi, giovani e adulti. Riscoprirlo è riscoprire se stessi.

Gli Ateniesi in parte avevano torto. Socrate è sì un tafano, ma prezioso come l’oro.

Cristina Dell’Acqua, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna greco e latino al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration negli USA (Annapolis, Maryland). Ha pubblicato con Mondadori Una Spa per l’anima (2019) e Il nodo magico (2021) e con Solferino Il desiderio di volare (2022). Ha curato la rubrica settimanale «Dizionario del Tempo Presente» e «Mitici» per i social di La7, la serie «I nostri miti» e «I miti delle stelle» sul digitale del «Corriere della Sera». Pubblica articoli culturali per il «Corriere della Sera».