Arriva in libreria Abiti ribelli. In rivolta contro il fast fashion, il graphic novel scritto da Marina Savarese e disegnato da Emanuele Dallera
Arriva in libreria Abiti ribelli. In rivolta contro il fast fashion, il graphic novel scritto da Marina Savarese e disegnato da Emanuele Dallera, pubblicato da Morellini Editore in coedizione con CDM Lab. Il volume è la seconda uscita nella collana Sfumature di verde, nata per affrontare le grandi urgenze ambientali attraverso la forza narrativa e visiva del graphic novel. Il progetto grafico, il coordinamento editoriale e il lettering della collana sono affidati a Stefano “S3Keno” Piccoli; grafica e impaginazione sono di Paolo “Ottokin” Campana. Dopo Dieci anni per salvare il mondo, dedicato al cambiamento climatico, al centro della nuova pubblicazione c’è uno dei settori a maggiore impatto ambientale e sociale del nostro tempo: la moda.
Vestirsi per sentirsi “must”
Sofia e Greta, diciassettenni livornesi, ordinano due versioni dello stesso vestito: all’ultimo grido, economico e consegnato in pochi giorni da un sito di ultra-fast fashion. Quando aprono i pacchi, però, accade qualcosa di inaspettato: i due abiti cominciano a parlare. Vivienne, l’abito di Greta, racconta senza reticenze la propria origine: il poliestere derivato dal petrolio, le sostanze chimiche impiegate nella lavorazione,i modelli adattati dagli algoritmi e le operaie costrette a lavorare per molte ore in fabbricheprive di adeguate condizioni di sicurezza.
Cocò, l’abito di Sofia, incarna invece la voce seducente della moda istantanea. Esalta le tendenze, gli influencer, le sponsorizzazioni e la possibilità di acquistare continuamente nuovi capi a prezzi bassissimi. Il suo messaggio è allettante: apparire significa esistere e comprare è il modo più rapido per ottenere attenzione e approvazione.
Influenzate dai rispettivi abiti, Sofia e Greta iniziano così ad approcciare la moda da prospettive opposte. Mentre una continua a inseguire il modello proposto dall’ultra fast fashion, l’altra scopre il valore della riparazione e dell’upcycling, imparando che ciò che sembra destinato a diventare un rifiuto può trasformarsi in qualcosa di nuovo, originale e personale.
Il vero prezzo della moda veloce
Con ironia e un linguaggio vicino ai più giovani, Abiti ribelliracconta il passaggio da una moda fondata sulla qualità, sull’artigianato e sulla durata a un sistema che produce continuamente nuovi desideri. Se il fast fashion ha accelerato il ritmo tradizionale delle collezioni, l’ultra fast fashion ha portato questo meccanismo alle estreme conseguenze: gli algoritmi analizzano tendenze e comportamenti online, i cataloghi vengono aggiornati di continuo e il tempo che separa l’ideazione di un capo dalla sua vendita può ridursi a pochi giorni.
Ne deriva una sorta di obsolescenza programmata applicata all’abbigliamento: capi economici e spesso di scarsa qualità, destinati a essere indossati poche volte e rapidamente sostituiti. Il prezzo contenuto pagato dal consumatore nasconde così costi molto più elevati, trasferiti sull’ambiente, sui lavoratori e sui Paesi del Sud Globale, trasformati in luoghi di produzione a basso costo e destinazione finale di enormi quantità di scarti tessili.
Alla storia a fumetti segue l’appendice “Abiti ribelli: analisi del settore” curata da Marina Savarese. Le fonti utilizzate e ulteriori materiali sono disponibili anche nello spazio digitale Extended Book, accessibile tramite il QR code presente nel volume.
Un fumetto che parla ai giovani e interroga gli adulti
Abiti ribellinon colpevolizza il consumatore e non propone una lezione astratta, ma invita a conoscere la storia degli abiti che indossiamo e a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte. La sceneggiatura di Marina Savarese uniscedivulgazione, ironia e linguaggio contemporaneo. Il segno dinamico ed espressivo di Emanuele Dallera, caratterizzato da colori accesi, prospettive movimentate e personaggi fortemente riconoscibili, trasforma Vivienne e Cocò in vere coprotagoniste. Ne nasce un graphic novel rivolto in particolare ai giovani lettori, ma capace di coinvolgere ogni generazione e di lasciare aperta una domanda: conosciamo davvero la storia dei vestiti che indossiamo?
Marina Savarese, slow fashion designer, scrittrice e docente, lavora da anni sui temi della moda critica, del consumo consapevole, dell’upcycling e della sostenibilità. Ha fondato un concept store dedicato ai brand emergenti e sviluppato progetti di abbigliamento e accessori legati alla moda lenta. È cofondatrice del portale Sfashion-net, dedicato ai marchi indipendenti, e della rivista Weave Magazine. Ha pubblicato diversi libri, tra cui il saggio Sfashion, e dal 2010 insegna in istituti e scuole, tra i quali Polimoda, Marangoni e GSC di Amman. Scrive settimanalmente di consumo critico per L’Indipendente.
Emanuele Dallera, classe 2002, è un disegnatore e autore genovese. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics di Genova e ha realizzato fumetti, illustrazioni e vignette per associazioni, progetti sociali e riviste indipendenti, tra cui Varchi, Armunia e Pepita Ramone. Nel 2024 ha esordito nell’autoproduzione con Palombari e partecipa a fiere ed eventi insieme all’Associazione di Promozione Culturale A Bottega, della quale è membro.