In prima visione su Rai 3 “Familiar Touch”, il pluripremiato film del 2024 diretto da Sarah Friedland, con Kathleen Chalfant: la trama
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Il mese di settembre è da anni dedicato in tutto il mondo alla sensibilizzazione sulla malattia di Alzheimer e la demenza e alla lotta contro lo stigma che colpisce le persone che convivono con questa condizione e le loro famiglie. FAMILIAR TOUCH, in onda venerdì 25 settembre 2026 alle 21:20 in prima visione su Rai 3, affronta queste tematiche in modo inedito e delicato, intrecciando poesia visiva e rigore narrativo per raccontare la demenza non come mera perdita, ma come trasformazione, esplorando il fragile confine tra memoria, identità e corpo. Scritto e diretto da Sarah Friedland, qui al suo esordio in un lungometraggio ma già apprezzata regista e coreografa, e prodotto da Alexandra Byer, Matthew Thurm e Sarah Friedland, il film ha come protagonista una straordinaria Kathleen Chalfant (The Affair, House of Cards, Kinsey, Duplicity). Nel cast anche Carolyn Michelle, Andy Mcqueen e H. Jon Benjamin.
Ruth Goldman (Kathleen Chalfant), una donna anziana con demenza, esce di casa per un appuntamento. Ma quello che pensa sia un hotel si rivela essere una struttura per anziani e mentre la sua identità e i suoi desideri cambiano, Ruth dovrà confrontarsi con una serie di volti, routine e ambienti nuovi, fino ad ora sconosciuti. Ispirato al lavoro della scrittrice/regista Sarah Friedland, come assistente alle persone anziane, FAMILIAR TOUCH è una produzione intergenerazionale realizzata in collaborazione con i residenti e gli operatori di una comunità di riposo di Los Angeles. L’innovativa narrazione sulla senilità è incentrata sulla prospettiva di Ruth, sottolineando come, anche se il suo mondo si trasforma, lei rimane se stessa. SARAH FRIEDLAND (Scrittrice/Regista) è una regista e coreografa che lavora alla confluenza tra immagini e corpi in movimento. I suoi lavori sono stati presentati in festival e spazi culturali, tra cui il New York Film Festival, New Directors/New Films, Mubi, MoMA e al Performa 19 Biennale. Sarah lavora nel campo dell’invecchiamento creativo da sette anni e assiste persone con demenza.