Si è aperta a New York la sessione annuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con un discorso accorato e severo del Segretario Generale António Guterres. Di fronte ai leader dei Paesi membri, Guterres ha dipinto il quadro di una geopolitica sempre più frammentata, invocando una svolta diplomatica rapida e coraggiosa.
“Il Consiglio di Sicurezza è stato concepito all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, ma il mondo è cambiato radicalmente da allora, un cambiamento che è ben lungi dall’essere rispecchiato nel Consiglio di Sicurezza. L’esempio più eclatante è l’Africa – ha aggiunto – quando fu fondata l’Onu gran parte dell’Africa era ancora sotto il dominio coloniale e ancora oggi, l’Africa non ha una rappresentanza permanente nel Consiglio”.
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Medio Oriente e crisi globali al centro del discorso
Il passaggio più drammatico dell’intervento ha riguardato le crescenti tensioni in Medio Oriente. Guterres ha chiesto lo stop immediato ai combattimenti, l’apertura senza ostacoli di corridoi umanitari per la popolazione civile e il rispetto delle libertà di navigazione internazionale. Riferendosi alla situazione nei territori palestinesi, il Segretario ha espresso profonda preoccupazione per l’inasprimento della crisi in Cisgiordania evocando lo spettro della “pulizia etnica nella Cisgiordania occupata”. “Violenze, sfollamenti e espansione degli insediamenti stanno demolendo la strada della pace e aumentando lo spettro della pulizia etnica”, ha detto.
Oltre al Medio Oriente, l’attenzione è rimasta alta sulla guerra in Ucraina, dove l’ONU continua a sollecitare gli sforzi per il ripristino della sovranità territoriale e di una pace giusta e duratura in linea con la Carta delle Nazioni Unite. “In Ucraina, l’invasione su vasta scala da parte della Russia ha trascinato un paese sovrano in una guerra brutale, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. I civili continuano a perdere la vita anche lontano dal fronte. Soprattutto in Ucraina, ma più di recente anche in alcune aree della Russia, abitazioni, infrastrutture energetiche, idriche e sistemi di trasporto sono stati ripetutamente presi di mira, mettendo a rischio le catene di approvvigionamento alimentare ed energetico a livello globale” prosegue.
Verso un mondo multipolare: «Serve cooperazione, non paralisi»
«Stiamo andando verso un mondo multipolare, ma questo movimento rischia di creare nuove fratture se non accompagnato da istituzioni forti e multilaterali», ha avvertito Guterres. Il Segretario ha ribadito che la crescente polarizzazione rischia di bloccare le decisioni dell’Organizzazione proprio nel momento in cui la cooperazione globale è più urgente che mai.
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Emergenza climatica e regolamentazione dell’IA
Non sono mancati i richiami alle altre grandi sfide dell’epoca contemporanea: la crisi climatica e l’intelligenza artificiale. Nel primo caso il traguardo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C richiede un’accelerazione drastica nella transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili.
Mentre per quanto riguada l’AI Guterres ha sottolineato l’urgenza di stabilire norme e paletti di governance internazionale, evitando che i rapidi progressi tecnologici alimentino nuove disuguaglianze o vengano impiegati nei sistemi d’arma autonomi.
L’appello ai leader
Concludendo il suo discorso, Guterres ha ricordato ai diplomatici presenti che l’Assemblea Generale rappresenta un’opportunità irripetibile per invertire la rotta. «Solo attraverso una rinnovata fiducia e la cooperazione internazionale possiamo costruire un futuro sostenibile e sicuro: non dobbiamo mai smettere di lottare per questo obiettivo».