Il conto alla rovescia, un tutorial per la webcam sull’elmo: gli ultimi post del 13enne che ha aggredito la prof. Due debiti scolastici il possibile movente del folle gesto dello studente
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Un video fa partire il conto alla rovescia, suono di spari e grida. Lo ha postato tra l’una e le due di notte, diverse ore prima dell’aggressione compiuta a scuola contro la sua professoressa, il 13enne autore del folle gesto avvenuto all’istituto Giovanni Verga di Roma. Il suo ultimo post social è molto significativo per chi sta indagando e ricostruendo l’accaduto: attesterebbe infatti l’ipotesi che l’accoltellamento della docente sia stato attentamente premeditato e pianificato dal ragazzino.
“-5 HOURS”: DI COSA SI TRATTA
Divere ore dopo l’accoltellamento della docente Isabella Marsilio, 66 anni, in una scuola di Centocelle stanno così emergendo dettagli e ipotesi sulla ricostruzione dell’accaduto e sulle possibili motivazioni dell’aggressore. I primi sviluppi delle indagini hanno infatti accertato che sull’account TikTok del ragazzo, nelle prime ore del mattino, è stato pubblicato un post inquietante in cui, su uno sfondo nero, spicca la scritta “- 5 hours”, ovvero l’inizio di un conto alla rovescia (tradotto: – 5 ore). Ad accompagnare la scritta suoni di spari e grida. Si tratta dell’ultimo post dell’utente ‘Stufa’, dietro cui vi sarebbe il 13 enne che ha ferito la sua prof di italiano questa mattina, poco dopo il suono della campanella.
LA STRAGE DI SANDY HOOK SUL PROFILO DI ‘STUFA’
Il profilo del ragazzino – che cita il ‘soprannome’ degli elmi delle grandi guerre- è attualmente ‘svuotato’, ma si può ancora vedere il numero notevole di follower (oltre 4mila persone) e il tag ‘Tcc’, ovvero True Crime Community: una rete di fan di serial killer, stragi e fatti di sangue. Nascosti e non più visibili invece il post dell’inizio del countdown, ma anche alcuni messaggi e video rilanciati da altri utenti che citavano ed esaltavano la strage della scuola elementare di Sandy Hook, compiuta negli Usa da Adam Peter Lanza, 20 anni, suicida prima dell’arrivo della polizia, nel 2012.
IL TUTORIAL PER MONTARE UNA TELECAMERA SULL’ELMETTO
Sempre sul profilo di Tiktok del minore, ora oscurato, risulterebbero altri elementi che confermerebbero la premeditazione del gesto. Tra i video che aveva ripubblicato infatti da altri profili, secondo quanto riportato da “La Repubblica”, vi sarebbe quello di un utente russo che mostrava come montare una telecamera su un elmetto da guerra. E di fatto, secondo le testimonianze dei compagni di classe, il ragazzino al momento dell’aggressione indossava a un casco sul quale aveva fissato un telefono cellulare. Sua intenzione era infatti quella di filmare l’azione e trasmetterla in diretta su Telegram. Ora sono in corso accertamenti: sembra che in effetti sia riuscito nell’intento e che in videochiamata ci fossero altre persone che hanno assistito alla scena, ma non è chiaro se maggiorenni o minorenni.
LO SPRAY SUGLI OCCHI, I FENDENTI E I PUGNI
“Era entrato per ultimo in classe poco prima dell’inizio delle lezioni. È andato in bagno e, quando è tornato, indossava un casco sul quale aveva fissato un telefono cellulare”, è il racconto degli studenti, presenti al momento dell’aggressione alla docente. Secondo le loro parole, il 13enne si sarebbe avvicinato all’insegnante e avrebbe prima spruzzato dello spray al peperoncino al volto della donna, poi ha iniziato a colpirla al fianco con un coltello e ha terminato l’azione prendendola pugni, mentre un compagno di classe sarebbe intervenuto per farlo desistere. Da lì il caos: studenti sono usciti di corsa fuori dall’aula gridando aiuto.
I DEBITI IN DUE MATERIE, IL POSSIBILE MOVENTE
Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti tra studenti e dalla stessa docente ferita- fortunatamente in modo non grave- il 13enne avrebbe avuto in effetti motivi di rancore nei confronti della sua vittima poiché dallo scorso anno aveva debiti in due materie da lei insegnate, italiano e geografia . Avrebbe dovuto recuperarli: uno oggi stesso, l’altro la prossima settimana con la verifica di italiano. L’ipotesi di questo possibile movente è ora al vaglio degli inquirenti chiamati a ricostruire la vicenda.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)