A lanciare l’allarme è Dipartimento della Giustizia Usa che, in un comunicato, mette in guardia per possbili “atti di terrorismo”
I servizi segreti della Russia starebbero pianificando attacchi e omicidi mirati in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. A lanciare l’allarme è Dipartimento della Giustizia Usa che, in un comunicato, mette in guardia per possbili “atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in paesi europei allineati, o percepiti come allineati, con l’Ucraina”.
Secondo gli Fbi, l’intelligence di Mosca (la rete RIS) avrebbe pagato cinque individui – al momento latitanti – “per condurre attività di sorveglianza pre-operativa”, per poi mettere in pratica gli attacchi e gli omicidi.
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LA RETE RIS RUSSA
“Questi imputati avrebbero operato nell’ambito di una rete globale di assassini che si estendeva fino agli Stati Uniti, tentando di reclutare cittadini statunitensi e stranieri per compiere omicidi su ordine del Cremlino”, ha dichiarato il vice procuratore generale per la Sicurezza Nazionale John A. Eisenberg. Un piano che sarebbe in piedi almeno dal 2024, fa sapere il Dipartimento della Giustizia.
“La Rete RIS è uno dei rami dell’apparato della Federazione Russa per condurre attacchi esterni, inclusi omicidi, e si è concentrata su dissidenti e disertori russi e, più recentemente, su nazioni percepite come alleate dell’Ucraina“, spiega il DOJ.
I CINQUE IMPUTATI
Tre degli imputati sono membri di alto rango della rete RIS: Yuri Khrameev, noto anche come “Colonnello Yuri”, 63 anni, russo, ex colonnello dei servizi segreti russi che ha partecipato al reclutamento di diverse persone per commettere omicidi contro presunti dissidenti russi; Kirill Khrameev, 27 anni, russo, ufficiale del Servizio di sicurezza federale russo (FSB) e figlio di Yuri Khrameev; e Oemis Romagoza Durruthy, 35 anni, cittadino cubano, membro influente della diaspora cubana residente in Russia, che ha coordinato attacchi per la rete RIS. Altri due membri della rete RIS accusati nell’atto d’accusa sono Yaidel Delgado Suarez, noto anche come “Viking”, 35 anni, cubano, reclutatore prolifico per la rete RIS, che ha reclutato o tentato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti; e Angel Eduardo Castro, 22 anni, venezuelano, che ha partecipato con Suarez al reclutamento di individui residenti negli Stati Uniti per sorvegliare e tentare di assassinare un importante dissidente russo residente negli Stati Uniti.
“L’FBI ha smantellato questa operazione grazie a un lavoro instancabile e a una solida collaborazione”, ha commentato James C. Barnacle Jr., vicedirettore responsabile dell’ufficio dell’FBI di New York. “L’FBI è impegnata a contrastare la repressione transnazionale ovunque si manifesti e a proteggere coloro che sono presi di mira per aver esercitato i propri diritti fondamentali. Ringraziamo i numerosi uffici sul territorio dell’FBI e la Procura degli Stati Uniti, il cui coordinamento e impegno hanno reso possibile questo smantellamento”, ha concluso.