Prima di entrare in vigore la proposta dovrà essere approvata da Parlamento europeo e Stati membri
Secondo quanto riportato da Reuters, la Commissione europea sta preparando un ampio divieto per gli under-15 residenti nell’Unione europea su social network, piattaforme video, chatbot di IA e giochi online, nell’ambito dell’EU Kids Act.
Il piano, che sarà presentato giovedì, prevede anche la verifica dell’età degli utenti e maggiori controlli sull’accesso ai servizi digitali. Ciò avviene dopo mesi di intense pressioni da parte dei leader di governo, tra cui il primo ministro francese Emmanuel Macron, affinché la questione fosse posta in cima all’agenda politica. Austria, Danimarca, Francia, Grecia e Spagna stanno tutte portando avanti leggi nazionali per limitare l’accesso dei minori ai social media.
Prima di entrare in vigore la proposta dovrà comunque essere approvata da Parlamento europeo e Stati membri.
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Account per minori di 15 anni
La proposta non impone un limite rigido all’accesso ai social media, ma prevede che determinate tipologie di account siano accessibili a fasce d’età diverse. Tali limitazioni si applicano ai social media e alle piattaforme di condivisione video ad alto rischio, si legge nei documenti, senza tuttavia specificare come verrebbe determinata tale categoria.
Per i bambini di età inferiore ai 13 anni, i genitori possono aprire profili per i propri figli che saranno controllati dai tutori e utilizzeranno servizi che soddisfano rigorosi standard di sicurezza.
La proposta prevede la creazione di account introduttivi per la fascia d’età tra i 13 e i 15 anni, con limitazioni sui contatti con estranei e sul tempo trascorso davanti allo schermo, oltre a controlli parentali.
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Dopo i 15 anni, gli adolescenti possono creare i propri account
La proposta richederebbe anche l’adozione di tecnologie di verifica per le piattaforme di social media e di condivisione video, al fine di accertare l’età degli utenti. La Commissione includerà una nuova struttura di applicazione delle norme, simile a quella del Digital Services Act e dell’Artificial Intelligence Act, che prevede il pagamento di oneri di vigilanza da parte delle aziende.