Domani segna la ripartenza coordinata di sette grandi regioni — tra cui Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche, Molise e Umbria
Domani, lunedì 14 settembre 2026, suona la prima vera campanella per la maggior parte degli studenti italiani. Circa 8 milioni di studenti si preparano a varcare nuovamente la soglia delle aule per dare l’avvio ufficiale all’anno scolastico 2026/2027.
Dopo i primissimi ingressi registrati nei giorni scorsi in Alto Adige, Trentino, Veneto e Valle d’Aosta, domani segna la ripartenza coordinata di sette grandi regioni — tra cui Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche, Molise e Umbria. Nei giorni immediatamente successivi la ripartenza toccherà le restanti regioni, completando il quadro dell’istruzione statale entro giovedì.
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Un rientro tra continuità e nuove direttive
L’anno scolastico che si apre si distingue per l’introduzione di importanti modifiche didattiche e regolamentari:
Nuove indicazioni nazionali
Entrano in vigore i programmi rivisti per il primo ciclo (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado). Tra le novità risalta il ritorno del latino come materia opzionale alle medie.
Uso dello smartphone
Resta confermato e severo il divieto d’uso dei cellulari in classe per l’intero orario scolastico (comprese le ricreazioni), salvo motivate ed esplicite esigenze didattiche o per inclusione.
Voto di condotta: Trova piena attuazione la stretta sul comportamento, dove una valutazione pari a 6 in condotta comporta un’integrazione o un debito da colmare con approfondimenti in Educazione Civica.
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Caro-scuola e sfide organizzative
Oltre agli aspetti pedagogici, le famiglie italiane si trovano ad affrontare la consueta stangata d’inizio anno. Il costo del corredo scolastico e dei libri di testo registra leggeri rincari che pesano sulle finanze domestiche, portando molte famiglie a ricorrere al mercato dell’usato o alle promozioni dei grandi distributori.
Sul fronte organizzativo, la giornata di domani vedrà in molte città il potenziamento dei trasporti pubblici per gestire i picchi di traffico nelle ore di punta. Molti istituti adotteranno orari provvisori per le prime settimane, in attesa del completamento degli organici del personale docente e ATA.