Agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato a livello mondiale: la conferma di Copernicus


Agosto è stato il mese più caldo della storia. L’ennesimo record registrato da Copernicus. Temperature globali 1,65 gradi al di sopra dei livelli preindustriali

copernicus agosto 2026

E’ arrivata la conferma di Copernicus: agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato a livello mondiale, alla pari con il luglio 2023. Il mese scorso ha segnato la fine dell’estate più calda di sempre nell’Europa occidentale, superando il precedente record stabilito nel 2003. Nell’agosto 2026 la temperatura superficiale del mare media negli oceani extrapolari ha raggiunto un livello record. Ciò, sottolinea il sistema di osservazione satellitare, da mare e terra dell’Unione europea, è dovuto al riscaldamento globale causato dalla combustione di combustibili fossili e al rapido aumento delle temperature superficiali del mare medie nel Pacifico equatoriale, associato a forti condizioni di El Niño.
“L’agosto 2026 è stato un mese significativo nella storia climatica globale.

È stato sia l’agosto più caldo che il mese più caldo mai registrato, con temperature globali che hanno raggiunto 1,65 gradi al di sopra dei livelli preindustriali, segnando il ritorno delle temperature globali al di sopra di 1,5 gradi”, la soglia fissata dall’Accordo di Parigi, avverte Samantha Burgess, Responsabile strategica per il clima del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) che implementa Copernicus. “Insieme alle temperature record superficiali del mare a livello globale e al fatto che è risultata essere l’estate più calda mai registrata per l’Europa occidentale, queste osservazioni mostrano come il cambiamento climatico stia determinando fenomeni estremi sia nell’atmosfera e che negli oceani”, sottolinea Burgess, “gli effetti di queste condizioni si fanno sentire sempre più nelle comunità, nelle economie e negli ecosistemi di tutto il mondo”.

Con una temperatura media globale dell’aria superficiale di 1,65 gradi superiore rispetto al valore di riferimento preindustriale stimato, l’agosto 2026 è stato il primo mese a superare i +1,5 gradi dal novembre 2025. Il mese scorso ha registrato la media mensile delle temperature superficiali del mare più alta mai rilevata negli oceani extrapolari, alla pari con marzo 2024, e la temperatura superficiale del mare media giornaliera globale più alta mai rilevata negli oceani extrapolari, pari a 21,11 gradi.

Il mese di agosto 2026 ha messo in archivio l’estate più calda di sempre nell’Europa occidentale, ribadisce Copernicus, superando come si diceva il precedente record stabilito nel 2003. Lo scorso agosto la regione ha inoltre registrato altre ondate di calore, che hanno prolungato un periodo eccezionale di caldo estremo iniziato a maggio.

In gran parte dell’Europa occidentale e in ampie zone dell’Europa centrale e orientale è stata osservata una siccità diffusa nel mese di agosto, in alcuni casi persistente fin da maggio, con condizioni di grave aridità segnalate in Francia, Regno Unito, Ungheria, Romania e Serbia. In tutte le regioni colpite dalla siccità, le portate dei principali fiumi europei sono state eccezionalmente basse: tra questi, da ovest a est, il Reno, il Danubio, il Bug meridionale e il Dnepr hanno registrato portate eccezionalmente basse.
La temperatura media globale dell’aria superficiale nell’agosto 2026 è stata di 16,96 gradi, ovvero 0,85 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020. E’ stato quindi il mese di agosto il più caldo a livello globale nel set di dati ERA5, che va dal 1940 a oggi, avendo superato il precedente record condiviso registrato nel 2023 e nel 2024. Il periodo da giugno ad agosto 2026 è stato il più caldo mai registrato a livello globale, alla pari con il 2024.

L’Europa si scalda più del resto del mondo, la temperatura media sul territorio europeo nell’agosto 2026 è stata di 20,26 gradi, ovvero 1,10 gradi al di sopra della media del mese relativa al periodo 1991-2020; è stato quindi il quarto agosto più caldo mai registrato. L’Europa occidentale ha registrato l’estate più calda di sempre, avendo superato il record di lunga data del 2003. La stagione del 2026 è stata caratterizzata da una serie di ondate di calore eccezionalmente precoci, persistenti e intense in tutta la regione.
Per quel che riguarda i mari, temperatura media superficiale degli oceani extrapolari (60°S-60°N, la fascia della Terra che include le zone tropicali, subtropicali e gran parte di quelle temperate, escludendo esclusivamente le regioni polari e subpolari, ndr) nell’agosto 2026 è stata la più alta mai registrata per il mese, pari a 21,07 gradi, avendo superato il precedente record di agosto di 20,98 gradi stabilito nel 2023.

La temperatura superficiale media extra-polare dei mari per agosto 2026 è stata anche la più alta mai registrata in assoluto tra tutti i mesi dell’anno, alla pari con quella di marzo 2024. Le temperature medie superficiali dei mari sono rimaste eccezionalmente elevate in gran parte del Pacifico tropicale, dove sono presenti condizioni di El Niño che, secondo le previsioni, dovrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi, fino a renderlo potenzialmente uno degli eventi El Niño più intensi mai registrati, ricorda Copernicus.

In tutta Europa, le temperature superficiali dei mari hanno raggiunto livelli record per il mese di agosto lungo la costa atlantica e nel Mediterraneo occidentale, in concomitanza con condizioni diffuse di ondate di calore marine intense o gravi. Nell’agosto 2026, alcune zone dell’Europa occidentale e vaste regioni dell’Europa centrale e orientale hanno registrato condizioni più secche della media. Il deficit pluviometrico di agosto nell’Europa occidentale, spiega Copernicus, “è stato meno grave rispetto a quello registrato all’inizio della stagione ed è risultato più marcato a est e a sud-est, in coincidenza con condizioni di ondate di calore diffuse. Ciononostante, i suoli superficiali hanno mostrato livelli di umidità eccezionalmente bassi in tutte le aree colpite da siccità, riflettendo le conseguenze dei mesi precedenti”.

Le condizioni di siccità hanno provocato una diffusa aridità e incendi in diverse regioni del continente. Le portate fluviali sono state in gran parte inferiori alla media nelle regioni aride, con un peggioramento della situazione nell’Europa centrale e orientale rispetto a luglio. Il Danubio, il Reno, il Bug meridionale e il Dnepr hanno registrato portate eccezionalmente basse, mentre anche la Vistola, la Glomma, il Rodano, la Senna e il Po hanno raggiunto livelli eccezionalmente bassi prima di registrare una leggera ripresa in seguito alle piogge di fine agosto.

Nell’estate del 2026, le condizioni sono state molto più secche della media nell’Europa occidentale e centrale, nella Scandinavia meridionale e nell’Europa sud-orientale. Il deficit pluviometrico, più marcato nelle regioni occidentali nel mese di giugno, si è progressivamente spostato verso est nel corso della stagione.

Tra le gravi conseguenze di queste condizioni sono state osservate e ampiamente segnalate una siccità eccezionale e attività di incendi con le relative emissioni. Al contrario, la penisola iberica occidentale, la Grecia meridionale, la Turchia meridionale e Cipro, così come l’Europa nord-orientale, hanno registrato condizioni più umide rispetto alla media. Per la stagione nel suo complesso, gran parte dell’Europa continentale ha registrato portate fluviali inferiori alla media.

Ampi tratti della Senna, del Rodano, della Loira e del Glomma hanno registrato le portate stagionali più basse dall’inizio della serie di dati nel 1992, con condizioni di minimo storico che si sono estese lungo l’intero corso del Danubio, della Vistola e del Reno.

Copernicus è la componente di osservazione della Terra del programma spaziale dell’Unione europea, che studia il nostro pianeta e il suo ambiente. Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione europea e attuato in collaborazione con gli Stati membri e diverse organizzazioni europee.

Il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) è sia un istituto di ricerca che un servizio operativo sempre attivo che produce previsioni meteorologiche numeriche globali e altri dati per gli Stati membri Ue e cooperanti e per la comunità in generale. Gestisce una struttura di supercomputer di livello mondiale per le previsioni meteorologiche e detiene uno dei più grandi archivi di dati meteorologici.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)