Dal 17 al 20 settembre, a ingresso gratuito in piazza Birago, quattro giorni di spettacoli, workshop, talk e interviste
Perugia capitale dell’umorismo: da giovedì 17 a domenica 20 settembre in piazza Birago torna Tanganica. Libero Stato della Risata, festival a ingresso gratuito promosso dall’associazione culturale teatrale Occhisulmondo insieme a Osservatorio Feldman, Coscienza Verde e MenteGlocale, con la partecipazione della Fondazione Fo Rame e della Regione Umbria nell’ambito del Centenario di Dario Fo.
Quattro giornate di spettacoli, talk, interviste e laboratori, per esplorare l’umorismo nelle sue diverse forme e nei suoi rapporti con la società, la cultura e l’arte, in questa quarta edizione del festival che rinnova anche la collaborazione con Osservatorio Feldman, associazione che studia l’umorismo nelle diverse discipline scientifiche e umanistiche: dalla letteratura alla scienza, dal teatro al cinema, fino alla filosofia e all’intelligenza artificiale.

L’apertura, giovedì 17 settembre, con un triplice omaggio (con anteprima) a David Riondino, geniale e poliedrico artista scomparso a marzo, ospite nel 2023 della prima edizione della rassegna perugina: Riondino verrà ricordato con un talk introduttivo alle 19 con la partecipazione di Chiara Riondino, cantautrice già al fianco del fratello David nel Collettivo teatrale Victor Jara di Firenze, Raffaele Rago, regista del documentario Decameron canzoni e storie (che verrà poi proiettato in serata, alle 21), e dell’attore Francesco Bolo Rossini. Modera Michele Bellucci. Alle 20, Chiara Riondino sarà poi protagonista con il clarinettista Fabio Battistelli di Briciole – Minuzzoli, spettacolo – che verrà presentato a Perugia in anteprima – che rende omaggio all’universo artistico e umano di David Riondino attraverso una selezione di canzoni, racconti e riflessioni che ripercorrono il suo percorso creativo dagli ultimi decenni del Novecento fino a oggi.

Venerdì 18 alle 18.30 laboratorio gratuito per giovani umoristi STAND UP, kids! e, alle 19.30, talk L’eredità Fo Rame, in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame, con Maurizio Accattato, Stefano Bertea e Mattea Fo. Modera Fabio Nucci. Alle 20.30, lo show di Moriss e i PIC – Pronto Intervento Clown “I fratellini” e, alle 22, Paola Michelini, con Introversa, uno spettacolo che parla di donne ma è diretto agli uomini, con sarcasmo e una buona dose di autoironia, per provare a scardinare pregiudizi e luoghi comuni.
Nel fine settimana la quarta edizione di Tanganica, realizzata con il patrocinio del Comune di Perugia e la collaborazione di Birà Food Coop, CAP 06124, POPUP, Sagoma Editore e Sud Osteria, prosegue poi sabato alle 19 con il talk con l’Osservatorio Feldman, che presenterà il report delle attività ’25 con Veronica Maglieri, Sergio Spaccavento e Antonello Taurino. Modera Massimiliano Trevisan. Alle 20 torna l’apprezzato format “Nell’amigdala di…”, a cura di Spaccavento, che quest’anno dialogherà con l’autore e attore Luca Vecchi, cofondatore del celebre collettivo The Pills. Alle 21 tocca a Maura Bloom e al suo Bambolotto, spettacolo che, attraverso otto verità fondamentali sugli uomini, esplora con ironia e sarcasmo il loro universo: dalla mancanza di senso dell’umorismo alle ossessioni per il matrimonio, passando per la loro sensibilità esasperata e il desiderio di procreare a ogni costo. Bambolotto è un viaggio che ribalta stereotipi, scardina pregiudizi e invita il pubblico a ridere di se stesso e del mondo attorno.

Infine chiude la serata alle 22 Roberta Carrieri con “Io e le mie amiche – Uno stand up concert con pupazzi”: canzoni, storytelling, stand up e duetti cantati con i suoi pupazzi da ventriloqua, accompagnandosi con la chitarra e l’ukulele.
Domenica 20 settembre, l’ultima giornata di Tanganica sarà aperta alle 17.30 dal laboratorio di circo per tutti con i PIC – Pronto Intervento Clown e, a seguire, alle 19 il loro show.
Alle 19.30 tocca a Nicolò Lo Cicero, il mago delle bolle anche giganti. Gran finale, alle 20.30, con il ritorno del Tony Clifton Circus con il nuovo spettacolo, Dk Radio Funeral Party, un tentativo ludico e poetico di far dialogare l’assurdo con il politico, il comico con il tragico, l’ideologia con la confusione contemporanea. In scena due anime erranti, immobili in un’auto ferma, attraversano molteplici incarnazioni: figure mitiche, storiche, popolari, sacre e profane. In questo intreccio di maschere e avatar, la narrazione si decostruisce per rivelare meglio una domanda essenziale: Che cosa stiamo aspettando? E chi stiamo aspettando?