Dalla “task force remigrazione” allo “stop all’industria dell’asilo”, fino alle carezze per la Russia di Putin: così Alternative fur Deutschland – AFD ha sfondato in Sassonia
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“Virata a 180 gradi” tramite una “task force remigrazione” e “stop all’industria dell’asilo“: il programma dei primi cento giorni immaginato da Alternative fur Deutschland (Afd) del candidato Ulrich Siegmund ha puntato tutto sulla questione migratoria nella Sassonia-Anhalt, anzi sulla “remigrazione”. Necessario infatti, secondo il partito dell’estrema destra tedesco – che alle regionali di ieri ha ottenuto oltre il 44% dei consensi – cambiare l’approccio a partire da leggi più severe e restrittive che consentano rimpatri “sin dal primo minuto” del maggior numero possibile degli stranieri che risiedono nel land senza permesso di soggiorno. Per i richiedenti asilo poi, il partito intende allungare i tempi della detenzione e imporre il lavoro obbligatorio.
L’Afd per la Sassonia-Anhalt ha immaginato riforme anche per i minori: a scuola, i figli degli immigrati in possesso di permesso temporaneo dovranno frequentare classi separate dai coetanei tedeschi. Inoltre, promette di abolire completamente i fondi alle iniziative sociali, culturali e scolastiche che promuovono concetti come l’integrazione e la convivenza degli immigrati, insomma “basta soldi all’industria dell’asilo”.
Come hanno osservato gli analisti, però, il land dell’ex Germania dell’est soffre da tempo di carenza di manodopera, soprattutto nel settore della cura. Sin dalla riunificazione tedesca degli anni novanta infatti, alla luce della marcata debolezza economica e di posti di lavoro di questi territori, la Sassonia soffre un’emorragia di tedeschi che hanno lasciato il Paese: come ricordano i media locali, dal 1990 la popolazione del land è passata da 2,9 milioni di abitanti a 2,1 milioni. L’Afd in campagna elettorale ha risposto avanzando un piano che incoraggi i ritorni con degli appositi “bonus”, ma non ha chiarito in che modo finanzierebbe tali programmi.
Nell’ottica poi di promuovere “una politica culturale patriottica”, il movimento della destra estrema tedesco in Sassonia-Anhalt propone anche di mettere al bando la bandiera arcobaleno dalle scuole fino a vietare programmi sull’architettura Bauhaus, bocciata come “troppo globalista”, nonostante il fatto che tale movimento culturale vide proprio in Sassonia-Anhalt le sue origini.
Per quanto riguarda la sicurezza, un tema caro ai partiti di destra, l’Afd suggerisce di formare delle “pattuglie civiche volontarie” che possano aiutare gli agenti di polizia, oggettivamente “sopraffatti” dalla mole di lavoro.
Infine, sebbene un partito regionale non possa decidere della politica estera di un Paese, l’Afd in Sassonia intende sancire la sua vicinanza al governo di Mosca aumentando nelle scuole gli insegnanti madrelingua di russo e aumentando i rimpatri di rifugiati ucraini.
La vittoria di ieri alle urne, seppur forte, non sancisce automaticamente l’ascesa di un governo a maggioranza Afd, che dovrà quindi stabilire delle alleanze. Un compito non facile, anche alla luce del programma proposto, come evidenzia il Deutsche Welle, che sottolinea anche come le riforme in tema migratorio, scolastico e sulla sicurezza potrebbero essere inattuabili per via delle leggi federali e del diritto internazionale in tema di asilo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)