Epstein files, la Procura di Roma indaga sui possibili collegamenti italiani con il sistema di sfruttamento sessuale. Il procedimento è stato aperto dopo l’esposto presentato dalla Rete Nazionale dei Centri antiviolenza di Differenza Donna
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Secondo quanto emerso dagli organi di stampa, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un procedimento, al momento contro ignoti, per violenza sessuale a seguito dell’esposto presentato dalla Rete Nazionale dei Centri antiviolenza di Differenza Donna sui possibili collegamenti italiani con il sistema di sfruttamento sessuale riconducibile a Jeffrey Epstein. È quanto si legge in un comunicato. Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, la Procura avrebbe chiesto al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di acquisire la documentazione contenuta negli Epstein files, il vasto insieme di atti, registri, comunicazioni, immagini e testimonianze raccolti negli anni sul sistema di reclutamento, sfruttamento e violenza sessuale costruito intorno a Epstein. Per la Rete Nazionale Differenza Donna, la notizia dell’apertura dell’indagine rappresenta un passaggio importante. L’esposto è stato presentato proprio per chiedere alla magistratura italiana di verificare se, all’interno della documentazione statunitense, emergano elementi relativi a donne e ragazze italiane, fatti avvenuti sul territorio nazionale, attività di reclutamento o trasferimento, soggiorni in Italia o condotte comunque riconducibili alla giurisdizione italiana.
“Abbiamo ritenuto necessario chiedere che anche in Italia venissero svolti tutti gli accertamenti possibili- dichiara Elisa Ercoli, Presidente della Rete Nazionale Differenza Donna- La dimensione internazionale della vicenda e il sistema di relazioni economiche, sociali e di potere che ha circondato Epstein non possono diventare una zona d’ombra ma vanno indagate anche per capire le influenze internazionali nelle politiche interne dei Paesi europei e non. Se esistono fatti che riguardano il nostro Paese, devono essere ricostruiti e accertati con rigore, mettendo al centro le donne e le ragazze eventualmente coinvolte ma anche il sistema di influenza economica e politica che si porta con sé’”.La vicenda Epstein- prosegue il comunicato- ha mostrato in modo particolarmente evidente come la violenza sessuale possa essere agevolata e resa invisibile da reti di potere, disponibilità economica, prestigio sociale e relazioni influenti, e come assieme ai reati di genere sistemica troviamo altre forme di potere economico e politici illegali.
Per questo, secondo Differenza Donna, l’accertamento non può esaurirsi nella ricerca di nominativi presenti in elenchi o documenti, ma deve concentrarsi sulla ricostruzione dei meccanismi di sistematicità, reclutamento, sfruttamento e violenza, sulle persone che vi abbiano eventualmente partecipato o contribuito e su tutte le possibili responsabilità penalmente rilevanti. “La presenza di un nome in un documento o la frequentazione di Epstein non costituiscono, di per sé, prova di responsabilità penale- precisano Teresa Manente e Ilaria Boiano, responsabili dell’Ufficio Legale della Rete Nazionale Differenza Donna- Proprio per questo è indispensabile un’indagine rigorosa, capace di distinguere le relazioni personali o sociali da condotte penalmente rilevanti e, nello stesso tempo, di non lasciare inesplorati elementi che possano riguardare violenze sessuali, sfruttamento o altre forme di partecipazione al sistema”.
“Il punto centrale resta la posizione delle vittime- proseguono Manente e Boiano- Le vicende emerse negli Stati Uniti mostrano quanto possa essere difficile far emergere la violenza quando gli autori o le persone che li circondano dispongono di denaro, prestigio e relazioni. Il potere economico e sociale non può trasformarsi in una garanzia di impunità, né l’attenzione pubblica può concentrarsi esclusivamente sui nomi celebri dimenticando le donne e le ragazze che hanno subito violenza”. La Rete Nazionale Differenza Donna- conclude il comunicato- seguirà con attenzione gli sviluppi dell’indagine e resta disponibile a collaborare con l’Autorità giudiziaria affinché siano approfonditi tutti gli eventuali collegamenti con l’Italia e siano garantite tutela, ascolto e protezione alle donne e alle ragazze che dovessero emergere dagli accertamenti.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)