Quasi 3mila dispersi tra Nepal e Tibet. Cresce anche il numero delle vittime dell’alluvione: sono oltre 600. Si continua a scavare nel fango nella speranza di trovare vite
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Si aggrava il bilancio delle vittime della violenta alluvione in Nepal. La polizia, nel suo ultimo bollettino, riferisce di 626 persone decedute. I dispersi, invece, sono 2426. A questo numero bisogna aggiungere il dato proveniente dal Tibet. L’agenzia di stampa cinese Xinhua riporta che il numero totale dei dispersi nella regione ora di 554. Il totale si attesta, quindi, a quasi 3mila persone di cui non hanno notizie.
In questa tragedia, come spiega Reuters, le autorità si trovano di fronte a un altro problema: hanno riferito che alcuni dei corpi recuperati erano in uno stato di decomposizione tale da renderli irriconoscibili. Saranno sepolti dopo l’espletamento delle formalità legali, a causa dei rischi per la salute e del timore di epidemie. Sempre all’agenzia di stampa, il ministro delle finanze ha affermato che il suo Paese avrà bisogno di fino a 5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le inondazioni.
PAPA LEONE XIV INVIA UN SOSTEGNO ECONOMICO
Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico, concordato con la Nunziatura Apostolica del Nepal, per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Lo scrive Vatican News. Il contributo aiuterà Caritas Nepal, che opera sotto la direzione del Vicariato Apostolico, nelle attività già in corso fin dalle prime ore dopo l’alluvione, ovvero fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.
“Si tratta di un primo aiuto che il Santo Padre, come in altre occasioni, ha voluto inviare per le urgenze primarie della popolazione”, spiega al sito il prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, l’arcivescovo Luis Marín de San Martín: “È un segno rapido e concreto per trasmettere, soprattutto ai più vulnerabili, la vicinanza e la tenerezza del Santo Padre, come una carezza della Chiesa che li accompagna e li sostiene”.
SI CONTINUA A SCAVARE NEL FANGO, MA IL MALTEMPO OSTACOLA I SOCCORSI
Intanto, proseguono senza sosta le ricerche nella speranza di salvare vite: il governo nepalese ha fatto sapere che l’esercito è al lavoro in una galleria idroelettrica dove si ritiene che ci siano delle persone intrappolate. Tuttavia, le operazioni non sono rese semplici per via delle condizioni meteorologiche ancora avverse.
Foto dall’account X della polizia nepalese
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)