“Favorire la dipendenza dei minori”, Meta paga una multa di quai 17 miliardi di dollari


La società ha accettato di apportare modifiche significative alla configurazione dei propri prodotti destinati agli utenti più giovani

Meta ha accettato di pagare fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere le cause intentate da 47 Stati Usa, che accusavano Facebook e Instagram di favorire la dipendenza tra i minori, ingannare sulla sicurezza e raccogliere illegalmente i loro dati personali.

L’accordo prevede anche limiti di utilizzo giornalieri e blocchi notturni per gli adolescenti. Meta nega ogni illecito.

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L’accordo non si limita all’aspetto economico, ma impone a Meta modifiche strutturali radicali per tutti gli utenti statunitensi. Tra le principali novità per arginare la dipendenza digitale arrivano lo stop allo scrolling infinito: i feed non si caricheranno più automaticamente per trattenere l’utente incollato allo schermo; limiti di tempo rigorosi con l’imposizione di un tetto massimo di due ore al giorno per l’utilizzo delle applicazioni; un coprifuoco digitale con l’accesso bloccato tra mezzanotte e le 6 del mattino e lo stop assoluto alle notifiche dalle 22 alle 7 per tutelare la qualità del sonno; e infine l’addio ai filtri e ai “Mi piace”: spesso associati a problemi di autostima tra i giovanissimi..

L’esborso iniziale di Meta sarà di circa 12 miliardi di dollari, ma la cifra salirà ai previsti 17,1 miliardi se anche colossi come Snap, TikTok e YouTube accetteranno di sottostare a sanzioni e modifiche simili. Secondo gli esperti, la mossa di Meta riconosce una reale vulnerabilità nei tribunali e anticipa un’ondata di regolamentazioni.

agnesepriorelli

Giornalista