Papa Leone XIV lancia un appello da Rimini: “Prima dei confini ci sono le persone”


Il monito di Papa Leone XIV da Rimini: “Prima dei confini, ci sono le persone. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico, quando si fa pervasivo e distruttivo”

papa leone xiv rimini

“Prima di confini, definizioni e istituzioni, ci sono le persone”. E’ il monito di Papa Leone XIV, al Meeting di Rimini. Nel suo discorso in auditorium, in Fiera, il Pontefice sottolinea che “l’umanità ha fame e sete di giustizia”. E poi mette in chiaro: “Il male non si combatte col male. L’amore è la legge della vita, è il metodo della redenzione. Al falso realismo che riarma le nazioni e le menti, la cultura cattolica oggi ha da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti sono da guardare come fratelli e sorelle, anche gli avversari”.

Il discorso del Papa a Rimini

“LA BELLEZZA DISARMATA”

Accoglienza da rock star per Papa Leone. Sono in 20.000 ad attenderlo nell’auditorium della fiera di Rimini dove si rivolge ai fedeli. Con molte autorità locali, e non, presenti: sindaci, assessori, parlamentari, consiglieri comunali, come il dem Marco Tonti, presidente dell’Arcigay di Rimini. E in prima fila, tra gli altri, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. L’attesa è animata da canti, musica e interventi da palco. Mentre le immagini del Pontefice che attraversa la fiera, a tratti a bordo di una mini papamobile, strappano gioia e applausi, alternandosi al sobrio brusio della sala. Il Pontefice entra in sala poco prima delle 16 e l’entusiasmo è alle stelle.

Dopo i saluti dei rappresentanti del Meeting Bernhard Scholz, “c’è immensa gratitudine per la sua presenza”, e Davide Prosperi, “un dono straordinario per il nostro cammino”, Papa Leone parla per circa 20 minuti interrotto da una decina di applausi che si gode con il sorriso. “La gioia e la speranza, la tristezza e l’angoscia di chi soffre, sono quelle degli apostoli di Cristo”.

E questa è “l’ora della responsabilità”, sottolinea il Santo Padre. “L’amore- prosegue- è la legge della vita, al falso realismo che anima le nazioni, il cattolicesimo oppone il realismo della misericordia”. Certo, “il peccato esiste ma più forte è l’amore redentore di Cristo”, per cui “dobbiamo perseguire la gloria di Dio che non coincide con la nostra”. Il Papa si rivolge poi ai giovani: il futuro è “una promessa, non una minaccia, mettetevi in gioco allargando i legami oltre ogni appartenenza stretta“.

Insomma, “uscite incontro a tutti a ogni latitudine”. E “amate sempre la Chiesa che non proselitismo ma si sviluppa per attrazione”, un invito che scatena un doppio fragoroso applauso. “Anche nei momenti difficili ci possono essere momenti di grazie e rinascita” e in questi mesi di crisi “possiamo riscoprire il gusto di essere popolo di Dio”, conclude il Papa, tra Padre Nostro, benedizione e bagno di fedeli finale all’urlo “viva il Papa”.

“LIBERIAMO LA TECNOLOGIA DAL BUSINESS DELLA MORTE”

“Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dal business della morte”. “Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti- aggiunge, durante del suo discorso in auditorium- che sono alle radici di povertà e disuguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico, quando si fa pervasivo e distruttivo”.

Secondo il Pontefice, “occorrono pionieri coraggiosi che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere credibile la conversione richiesta a tutti. Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione, ci sia anche chi riaccende i sogni e le visioni”.

Queste due strade, rimarca Leone XIV, “sono incompatibili, perché la prima sfrutta le divisioni, l’alienazione e la disperazione, mentre l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”. Il Pontefice quindi aggiunge: “In un mondo attraversato da tante manovre che puntano ad acquistare mercati e spazi di influenza, spesso travestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo”.

IL MONDO HA BISOGNO DEI GIOVANI

Il mondo “ha bisogno” dei giovani, perchè loro sanno “costruire la comunione e la pace”. Dopo aver visitato alcuni padiglioni e le due mostre dedicate a sant’Agostino e all’imprenditore francese dell’800 Leon Harmel, il Pontefice arriva nell’area della fiera denominata ‘Il Villaggio dei Ragazzi’. E qui prende brevemente la parola.

“Buongiorno a tutti- inizia- grazie tante. Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo. E’ segno dello spirito”. Papa Leone poi ricorda: “Anni fa, san Giovanni Paolo II disse: Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione. Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole”. Quindi aggiunge: “Se ci sarà comunione nel mondo, comincia con voi giovani, perché voi sapete costruire la comunione con l’amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace. E il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità e della vostra fedeltà”.

Il Papa al meeting di Comunione e Liberazione, tra gli applausi

IL DISCORSO DI SAN MARINO

“La Repubblica di San Marino può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica”. Così Papa Leone XIV nel discorso alle autorità e alla società civile, nel corso della visita pastorale odierna nella Repubblica di San Marino. Il Papa ha sottolineato “il valore peculiare di uno Stato piccolo, a misura d’uomo, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva”, tanto più nel momento in cui “si accinge a divenire operativo l’Accordo di associazione con l’Unione europea”.

L’obiettivo principale, ha indicato il Pontefice, è “la cura dell’umano”, che “si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”: “La qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire, dalla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione”. Leone XIV ha quindi apprezzato l’impegno sammarinese “in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato“, ricordando anche il sostegno e l’ospitalità offerti al popolo ucraino. Il Papa ha infine espresso stima per “la diplomazia e per il multilateralismo”.

“Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro”. Lo ha denunciato Papa Leone XIV nella basilica di San Marino, incontrando oggi sacerdoti, consacrati e rappresentanti della vita ecclesiale della diocesi di San Marino-Montefeltro, nella visita pastorale nella Repubblica.

“Di fronte a queste derive inquietanti – ha affermato il Pontefice – la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Leone XIV ha poi sottolineato “l’importanza e la valenza profetica” delle esperienze con cui, nelle zone più interne del territorio, “le piccole comunità affrontano i problemi legati allo spopolamento e alla carenza di servizi, tenendo vivo il senso di famiglia e di comunione”: realtà “apparentemente piccole e marginali”, ma “come fiammelle a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi”. “L’ultima parola è quella che più mi sta a cuore: comunione”, ha concluso il Papa: “Diamo, nelle nostre comunità, testimonianza di unità: tra le parrocchie e, al loro interno, tra pastori e fedeli, tra i diversi carismi e ministeri”. Alle 12.45 la partenza in elicottero per Pennabilli, dove pranza in privato con le monache agostiniane.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT9