Sinner compie 25 anni, lettera d’amore della Federtennis: “Ti aspettavamo da tempo immemorabile. Desideravamo avere un numero uno del mondo italiano. Vedere quel giorno. Tu ce lo hai regalato”
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La foto di un bambino dalla lunga criniera rossa che imbraccia una racchetta. A fianco quella dello stesso bambino che oggi, 16 agosto, celebra il suo 25esimo compleanno e resiste in cima alla classifica mondiale del tennis. Ad accompagnare le due immagini gli auguri della Fitp, Federazione italiana tennis e padel: “Oggi questo bambino da Sesto Val Pusteria compie 25 anni, buon compleanno Jannik”.
Ma la Federtennis non si limita, e non può farlo, a degli auguri così stringati a Jannik Sinner: sul sito della Federazione appare infatti una lunga lettera aperta indirizzata al primo numero uno del mondo del tennis italiano. La Volpe Rossa infatti è sul trono Atp dal 10 giugno 2024, primo e unico uomo italiano a conquistare la vetta della classifica mondiale. Chi gli è andato più vicino è stato Adriano Panatta, numero 4 del mondo nell’agosto del 1976. Insomma, non c’è da stupirsi di questa vera e propria lettera d’amore perché “Noi, la Fitp guidata dal presidente Binaghi, il suo gruppo dirigente e tutti i tesserati (insieme al popolo degli appassionati)- scrivono- ti siamo grati di esistere, come si direbbe tra amici. Sai bene che ti aspettavamo da tempo immemorabile, noi tennisti della domenica: desideravamo avere un numero uno del mondo italiano. Vedere quel giorno. Tu ce lo hai regalato, ci hai soddisfatto come il genio della lampada”.
Non solo: “Sei andato oltre ogni più rosea aspettativa- prosegue la dichiarazione d’amore- hai anche mostrato al mondo che gli italiani non sono etichettabili con i luoghi comuni che usa per denigrarci. Hai mostrato che il profilo basso può essere la scelta di vita vincente. Che la ricerca della normalità è la ricetta vincente”.
Di seguito la versione integrale della lettera di auguri della Federtennis a Jannik Sinner.
FITP: “IL MIGLIOR REGALO? LA POSIZIONE DEL TUO NUMERO UNO AL SICURO FINO AD OTTOBRE”
Caro, carissimo Jannik… Tanti, tantissimi affettuosissimi auguri per i tuoi 25 anni. Venticinque, un quarto di secolo. Dunque, un numero simbolico, un giorno importante che merita di essere festeggiato come si deve. Come solo tu saprai fare, con il tuo inimitabile stile dove e come vorrai. Non osiamo immaginare i regali ricevuti: con cosa ti avranno sorpreso famiglia e amici? Non che tu abbia bisogno di qualcosa, ma un gesto – un pensiero – è sempre apprezzato. Probabilmente avrai gradito, come ‘present’, la notizia che la posizione del tuo numero uno del ranking è al sicuro fino a ottobre, qualunque cosa possa accadere nel mondo.
“GRAZIE DI ESISTERE, NUMERO UNO!”
Caro, carissimo Jannik… noi, la FITP guidata dal presidente Binaghi, il suo gruppo dirigente e tutti i tesserati (insieme al popolo degli appassionati), ti siamo grati di esistere, come si direbbe tra amici. Sai bene che ti aspettavamo da tempo immemorabile, noi tennisti della domenica: desideravamo avere un numero uno del mondo italiano. Vedere quel giorno. Tu ce lo hai regalato, ci hai soddisfatto come il genio della lampada. Ma sei andato oltre ogni più rosea aspettativa: hai anche mostrato al mondo che gli italiani non sono etichettabili con i luoghi comuni che usa per denigrarci.
“PROFILO BASSO, NORMALITÀ E VALORI VERI: LA TUA RICETTA VINCENTE”
Hai mostrato che il profilo basso può essere la scelta di vita vincente. Che la ricerca della normalità è la ricetta vincente. Con annessa consapevolezza dei veri valori della vita, che non sono vanità, ricerca della fama, click sui social e chi più ne metta. Hai, insomma, mostrato la via: curiosità, disciplina, sudore.
In questi tuoi primi 25 anni hai avuto l’onore (meritatissimo) di incrociare la racchetta con Rafa Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic. Hai usato quei momenti come si farebbe con una spugna: hai assorbito, ti sei abbeverato alla loro grandezza, hai imparato dai loro movimenti, adattato gli insegnamenti verso te stesso e il tuo talento. Gli esperti di numeri e analogie hanno segnalato come tu e Federer abbiate vinto il terzo slam alla ventunesima partecipazione in un Major. E che, alla tua età, hai conquistato gli stessi titoli Slam di un certo Novak Djokovic. Sì, siamo abbastanza convinti che queste informazioni ti abbiano regalato buonumore e siano la migliore iniezione di fiducia per la tua persona, ma sempre nel tuo modo misurato di essere. Con Nadal le similitudini riguardano l’approccio, l’attitudine al lavoro. Ma ci piace aggiungere che tu, da loro, hai preso anche il comportamento, la praxis da usare per essere un atleta e un campione di altissimo profilo anche fuori dal campo.
Per dire: chi, al posto tuo, non avrebbe replicato (o magari anche portato davanti a un tribunale per calunnia) al buon Kyrgios? Invece tu hai bellamente bypassato ogni parola, ogni critica. Da qualunque parte provenisse. Silenzio, fair play.
“ECCO PERCHÈ L’ITALIA TI AMA”
Caro, carissimo Jannik… per questo l’Italia ti ama ed è pazza di te, nonostante tu non abbia fatto nulla per chiedere onori e fama, ottenere prime pagine e copertine. Ti sei solo, e sempre, comportato in maniera garbata ed educata. In ogni situazione e con ogni persona, a prescindere dal rango sociale. Perché voi di montagna siete così: naturalmente educati, bendisposti verso l’altro, pronti a tendere la mano se c’è bisogno. Ma anche, nello stesso tempo, bravi a sapervi difendere, mantenere certi confini.
Sarà talento, ma è evidente che sono stimmate innate: si è mai visto un qualche tuo amico d’infanzia di Sesto (Sexten), un qualche conoscente, un qualsiasi politico, approfittare della tua persona per avere quei cinque minuti di popolarità cui chiunque di noi ambisce nella sua vita? La risposta è: nessuno ti ha mai tradito per rivelare una qualsiasi sciocchezza del passato. Mai. Sarà anche per questo che tieni a ricordare, sempre, come la cosa più importante sia il gruppo di lavoro di cui potersi fidare.
Caro, carissimo Jannik… ti vogliamo bene perché non te le cerchi, le rogne. Sei bravo. Resti disponibile, sempre, ma non regali assist ai paparazzi. La gente, i tifosi, gli appassionati lo hanno compreso perfettamente. Non vedono in te il doppiogiochista, l’opportunista, il furbetto delle tre carte. Vedono in te uno vero: senza l’espressione da killer hanno apprezzato il fenomeno nerd che ha saputo farsi rispettare nella vita dai bulli con la racchetta.
Caro, carissimo Jannik… come si fa a non volerti bene? Non faresti del male a una mosca, a parte gli avversari in campo. La bellezza della tua persona è sapere, e vedere, che passi da un’ovazione calcistica (San Siro, ricordi?) alla visita nel reparto oncologico dell’ospedale pediatrico senza battere ciglio, conscio di capire l’essenza e la differenza delle emozioni, non solo per dovere di marketing (come molti altri), regalando un sorriso sincero. Caro, carissimo Jannik… per tutto questo (e ancora molto altro, ma qui ci vorrebbe un libro) ti vogliamo bene. E dunque, per concludere, ti auguriamo molti altri venticinque anni di questo giorno. Espressione buffa, vero? Ti immaginiamo riderci su, con una risata che seppellirà anche tutti i gufatori invidiosi. Auguri.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)