Nei pazienti con glioma di grado 2 portatori di mutazioni dell’isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1), safusidenib ha prodotto un tasso di risposta complessiva (ORR) del 51,9%
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Nei pazienti con glioma di grado 2 portatori di mutazioni dell’isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1), non sottoposti in precedenza alla chemioterapia e alla radioterapia, il trattamento con l’inibitore selettivo dell’IDH1 mutata safusidenib ha prodotto un tasso di risposta complessiva (ORR) confermato, valutato centralmente, del 51,9% e un tasso di sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 36 mesi del 79,1%. I dati derivano da un aggiornamento del follow-up a lungo termine dello studio di fase 2 J201 e sono stati resi noti in un comunicato stampa dall’azienda che sta sviluppando il farmaco, Nuvation Bio.
Dopo un follow-up mediano di 38,8 mesi, la mediana della PFS non era ancora stata raggiunta e le risposte al trattamento sono aumentate e si sono ulteriormente approfondite con l’anno di follow-up aggiuntivo,
Inoltre, si legge nella nota, le risposte sono state durature e un solo paziente, dopo aver risposto al trattamento, è andato incontro successivamente a una progressione della malattia.
I risultati relativi alla sicurezza sono rimasti coerenti con i dati già riportati e non sono emersi nuovi segnali prolungando il follow-up. L’azienda ha definito il profilo di safusidenib come stabile e gestibile.
Safusidenib
Safusidenib è un inibitore orale selettivo dell’IDH1 mutata, attualmente in sviluppo principalmente per il trattamento dei gliomi IDH1-mutati, in particolare astrocitomi e oligodendrogliomi.
Il farmaco è stato progettato per attraversare efficacemente la barriera ematoencefalica, caratteristica fondamentale per il trattamento dei tumori cerebrali.
L’inibizione dell’IDH1 mutata da parte di safusidenib determina una riduzione della produzione dell’oncometabolita D-2-idrossiglutarato (2-HG), un ripristino della normale differenziazione delle cellule tumorali e un rallentamento della proliferazione delle cellule neoplastiche, con un potenziale controllo della crescita del tumore.
Lo studio J201
Lo studio J201 (NCT04458272) è un trial multicentrico, a braccio singolo, in aperto, che ha arruolato pazienti di almeno 20 anni di età, provenienti da diversi centri in Giappone, affetti da glioma di grado 2 IDH1-mutato, non trattati in precedenza con la chemioterapia o la radioterapia.
I partecipanti dovevano presentare almeno una lesione misurabile e non captante il mezzo di contrasto, un intervallo di almeno 90 giorni dall’ultimo intervento chirurgico, nessun segno di trasformazione maligna, inclusa la comparsa di lesioni captanti il mezzo di contrasto e/o una rapida crescita di lesioni non captanti il mezzo di contrasto, e un performance status ECOG pari a 0 o 1.
Tutti i pazienti sono stati trattati con safusidenib 250 mg due volte al giorno in modo continuativo.
L’endpoint primario era l’ORR confermato, valutato mediante revisione centralizzata secondo i criteri RANO (Response Assessment in Neuro-Oncology) per i gliomi di basso grado. Erano, invece, endpoint secondari la PFS e la sicurezza.
Lo sviluppo di safusidenib prosegue
Sulla base dei dati aggiornati dello studio J201, Nuvation Bio ha annunciato un’espansione del programma di sviluppo clinico di safusidenib, comunicando l’intenzione di avviare due nuovi studi per valutare il farmaco in una gamma più ampia di gliomi con mutazione di IDH1: lo studio registrativo di fase 3 G307 (NCT07712757), condotto in pazienti con malattia di grado 2 di nuova diagnosi al di fuori degli Stati Uniti, e lo studio di fase 2 G209 (NCT07703436) in pazienti con malattia progredita dopo un precedente trattamento con vorasidenib.
«Sebbene l’introduzione delle terapie mirate abbia trasformato il panorama terapeutico per il glioma IDH1-mutato, rimane un interrogativo cruciale riguardo alla sequenza dei trattamenti una volta che un paziente progredisce dopo una terapia di prima linea con un inibitore», ha dichiarato Macarena de la Fuente, del Brain Tumor Institute presso il Sylvester Comprehensive Cancer Center, parte dell’Università di Miami. «Lo studio G209 rappresenta un passo essenziale per affrontare questo gap clinico, valutando il ruolo potenziale di safusidenib in pazienti progrediti dopo un precedente trattamento con una terapia target», ha aggiunto la Professoressa.
G307 è uno studio di fase 3, randomizzato e controllato con placebo, che arruolerà circa 140 pazienti con glioma di grado 2 IDH1-mutato, non ancora sottoposti a chemioterapia o radioterapia, in centri al di fuori degli Stati Uniti, in regioni in cui vorasidenib non è ancora approvato o disponibile L’endpoint primario del trial è la PFS valutata mediante revisione centralizzata indipendente in cieco (BICR), mentre gli endpoint secondari includono l’ORR, il tempo al successivo intervento, la durata della risposta e il tempo di risposta.
G209 è uno studio multicentrico di fase 2 che arruolerà negli Stati Uniti fino a 40 pazienti con glioma di grado 2 o 3 IDH1-mutato, progredito dopo il trattamento con vorasidenib. L’endpoint primario del trial è l’ORR valutato mediante BICR, mentre fra gli endpoint secondari vi è il tasso di crescita tumorale.