Donna pakistana segregata e picchiata da marito e familiari, scattano 4 misure a Novellara. Veniva picchiata e frustata e non volevano che imparasse l’italiano
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Calci con scarpe antinfortunistiche, frustate con la cintura, tentate violenze sessuali e un’isolante segregazione domestica per impedirle di imparare l’italiano. A Novellara si ripresenta l’incubo della violenza patriarcale ai danni di una giovane donna pakistana, finita al centro di un incubo iniziato sin dal suo arrivo in Italia nell’agosto 2025 ad opera del marito e dei suoi familiari. L’operazione dei Carabinieri (condotta dal Nucleo investigativo di Reggio Emilia insieme alle Stazioni di Novellara e Correggio) ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari disposte dal Gip su richiesta della Procura reggiana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci. La storia arriva dallo stesso paesino, Novellara, in cui nel 2021 è avvenuto il terribile omicidio di Saman Abbas, la giovane di 18 anni di origine pakistana è stata uccisa dai genitori, lo zio e due cugini per essersi ribellata alla famiglia che voleva impedirle di vivere all’occidentale e voleva farla sposare a un cugino con un matrimonio combinato.
IL MARITO IN CARCERE, PER GLI ALTRI IL DIVIETO DI ALLONTAMENTO
Nella storia di questi giorni, Il marito della donna, un 27enne pakistano, è finito in carcere. Mentre per il suocero (55 anni) e due cognati (21enni) sono scattati il divieto di avvicinamento a 1.000 metri con l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di comunicazione. I quattro sono indagati per maltrattamenti contro familiari conviventi e lesioni personali aggravate in concorso.
LA FUGA DALL’AUTO IN CORSA
L’escalation delle violenze è culminata il 4 giugno 2026 quando la vittima, dopo l’ennesima brutale aggressione da parte del marito, del suocero e dei cognati, è stata caricata in auto. Durante il tragitto a Novellara, la giovane è riuscita ad aprire la portiera e a fuggire, venendo scaraventata sulla strada. Soccorsa in stato di shock e con ecchimosi su collo, braccio e gamba (7 giorni di prognosi) da due passanti che hanno allertato il 118 e il 112, la donna ha potuto sporgere querela grazie all’ausilio di un’interprete, consentendo ai militari di ricostruire e interrompere i soprusi.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)