Crisi migranti Ceuta, martedì vertice del Consiglio Ue


Crisi Ceuta, martedì vertice del Consiglio Ue dopo la lettera dei 22 leader europei. La riunione sarà presieduta dal ministro irlandese della Giustizia e delle Migrazioni, Jim O’Callaghan

ceuta

La presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue ha programmato per martedì la riunione del Consiglio Giustizia e Affari Interni dell’Unione europea “per discutere degli sviluppi a Ceuta”. Lo annuncia su X il premier irlandese, Micheal Martin. La riunione sarà presieduta dal ministro irlandese della Giustizia e delle Migrazioni, Jim O’Callaghan. “Restiamo in stretto contatto con tutti gli Stati membri e le istituzioni e continuiamo a monitorare la situazione”, spiega Martin.

In relazione “ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace”, la premier italiana Giorgia Meloni e l’omologa danese Mette Frederiksen hanno promosso una lettera, sottoscritta in tutto da 22 Capi di Stato e di Governo europei, indirizzata al Presidente del Consiglio europeoAntónio Costa, alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheßl Martin. La lettera chiede alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata.

MELONI: URGENTE RISPOSTA EUROPEA A IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina”, ha scritto Meloni su X. “Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”, ha concluso la premier.

IL TESTO DELLA LETTERA

“Vi scriviamo per esprimere la nostra seria preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi presso la frontiera esterna dell’Unione Europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire che i trafficanti mettano a rischio l’integrità dei confini esterni dell’Unione. Riconosciamo che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata utilizzata per scatenare questo attacco e abusare del nostro sistema di migrazione e asilo. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e combattere senza sosta la migrazione illegale, coordinando le nostre azioni, rafforzando le nostre frontiere esterne e affrontando tutte le politiche che possono fungere da fattori di attrazione, come la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari”. È quanto si legge nel testo della lettera promossa dalla premier italiana Giorgia Meloni e da quella danese Mette Frederiksen, indirizzata al Presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheßl Martin.

I FIRMATARI

A firmarla sono stati: Christian Stocker, Cancelliere Federale dell’Austria; Rumen Radev, Primo Ministro della Bulgaria; Andrej Plenkovic, Primo Ministro della Croazia; Kristen Michal, Primo Ministro dell’Estonia; Friedrich Merz, Cancelliere Federale della Germania; Péter Magyar, Primo Ministro dell’Ungheria; Gitanas Nauseda, Presidente della Repubblica di Lituania; Rob Jetten, Primo Ministro dei Paesi Bassi; Nicușor Dan: Presidente della Romania; Robert Fico, Primo Ministro della Slovacchia; Bart De Wever, Primo Ministro del Belgio; Nikos Christodoulides, Presidente di Cipro; Andrej BabiÜ, Primo Ministro della Repubblica Ceca; Petteri Orpo, Primo Ministro della Finlandia; Kyriakos Mitsotakis, Primo Ministro della Grecia; Andris Kulbergs, Primo Ministro della Lettonia; Robert Abela, Primo Ministro di Malta; Donald Tusk, Primo Ministro della Polonia; Janez JanÜa, Primo Ministro della Slovenia; Ulf Kristersson, Primo Ministro della Svezia. “Non possiamo permettere che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride creino la percezione che l’ingresso illegale nell’Unione Europea sia possibile. Né che l’ingresso illegale di un migrante possa trasformarsi in un soggiorno legale. Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica comune sulla migrazione e avrebbe ripercussioni su tutti gli Stati membri. La situazione attuale sottolinea anche l’importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione”.

“Gli eventi degli ultimi giorni richiedono una risposta europea immediata e coordinata. Accogliamo con favore il fatto che Spagna e Marocco stiano cooperando strettamente per garantire il rapido rimpatrio dei migranti entrati illegalmente e che un gran numero di essi sia già stato rinviato indietro. Ci aspettiamo che, con il supporto dell’Unione Europea, la situazione attuale passi sotto pieno controllo. Alla luce della gravità della situazione, chiediamo alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea di convocare d’urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’Interno. Questo incontro dovrebbe consentire una valutazione comune della situazione e l’accordo su una risposta europea coordinata, compresa la rapida mobilitazione degli strumenti dell’UE disponibili e il sostegno necessario alla Spagna per ripristinare un controllo effettivo della frontiera esterna dell’Unione e prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati. I Ministri dovrebbero in particolare considerare un maggiore supporto da parte di Frontex e l’efficacia della cooperazione dell’UE con il Marocco. Prendiamo atto che non sono stati registrati spostamenti successivi non autorizzati verso l’Europa. Ribadiamo la nostra disponibilità ad adottare ogni misura necessaria, in conformità con il diritto dell’Unione e con il Codice Frontiere Schengen, per salvaguardare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione di controlli temporanei alle frontiere interne. Il Consiglio Europeo ha costantemente sottolineato che la protezione delle frontiere esterne dell’Unione, la prevenzione della migrazione illegale e dei movimenti secondari, nonché la garanzia della solidarietà con gli Stati membri in prima linea o sotto particolare pressione, sono responsabilità europee condivise. La situazione attuale richiede unità, determinazione e urgenza. Contiamo sulla Sua leadership per garantire che l’Unione Europea risponda in modo rapido, efficace e coordinato”, conclude la lettera.

VON DER LEYEN: NECESSARIA RISPOSTA EUROPEA UNITA

“Ho tenuto una conference call con i Commissari Magnus Brunner e Dubravka Suica per un aggiornamento sulla situazione a Ceuta. La buona notizia è che la stragrande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente è tornata in Marocco, grazie al lavoro efficace delle forze dell’ordine spagnole e marocchine. Nessuna persona ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell’UE. Questo dimostra perché il controllo delle nostre frontiere europee sia fondamentale“, ha scritto la presidente della Commissione Ue. “Abbiamo un sistema solido in atto. Ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere una stretta coordinazione tra tutte le autorità. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un processo di lezioni apprese per migliorare la nostra resilienza europea. La Commissione ha offerto supporto alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto. Combattere la migrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)