Il presidente della Figc in Senato: “Vediamo se riusciamo a raggiungerli”
Il giorno dopo la scelta del nuovo ct dell’Italia, Roberto Mancini, e del dt Claudio Ranieri, il presidente della Figc Giovanni Malagò è andato in Senato per parlare della crisi di risultati della Nazionale. “Sulla Nazionale A – ha detto Malagò ai senatori – condivido le critiche ma abbiamo molto chiari gli obiettivi, poi bisogna vedere se questi obiettivi riusciamo a raggiungerli”, ha detto Malagò, rispondendo alle domande dei senatori nel corso dell’audizione in Commissione. “Grazie per questo piano infrastrutture, magari ci fosse un piano Marshall, lo dicevo già da presidente del Coni, non riguarda solo il calcio, a cominciare dal rugby”, ha aggiunto Malagò.

PERCENTUALE A CARICO CONCESSIONARI SCOMMESSE SISTEMEREBBE TUTTO
Fare versare ai concessionari delle reti di scommesse una percentuale di quelle che si fanno sul calcio e girarla poi allo stesso sistema calcio. “Questo sistemerebbe tutto e darebbe tranquillità”, ha detto Malagò, sul ddl di Riforma del calcio che prevede una specifica percentuale da fare versare agli operatori del ‘betting’. “Il senatore Marcheschi (primo firmatario del ddl) tocca perfettamente il tema e indica una percentuale del 2%, che è sempre stata suggerita da chi mi ha preceduto, che deve essere riconosicuta dai concessionari. Sul testo i soggetti sarebbero Ex Tototcalcio. Questo va rivisto perché in questi anni ci sono state molte evoluzioni – ha spiegato Malagò -. Oggi ci sono dinamiche di reti di concessionari che non sono Totocalcio ma hanno scommesse importanti nel mondo del calcio”.
Per il neo presidente federale “non esiste in quasi nessuna parte al mondo che se c’è un incontro di taekwondo, su cui ci sono scommesse, i protagonisti di quell’incontro non prendano un euro di tutte le scommesse su di loro. Si può dire di non darli direttamente al protagonista ma a favore di un sistema, questo sì, perché quella società deve investire in qualche modo, in infrastrutture, impianti, vivai…”.
NON SOLO 10%, FONDO ANTIPIRATERIA VADA QUASI TUTTO AL SISTEMA
I proventi del fondo antipirateria, alimentato dalle sanzioni dell’Agcom, devono andare quasi per intero al sistema calcio. Il presidente della Figc ha chiesto di modificare in questo senso il ddl di Riforma del Calcio.
“Nel testo viene proposto che il 10% di questo fondo sia destinato alla valorizzazione dei settori giovanili, certo non per comprare l’ennesimo giocatore, magari straniero. Bello – ha detto Malagò – ma visto che questi sono fondi che vengono detratti al nostro sistema, una volta che si entra in questo ordine di idee, secondo me questa percentuale non dico debba essere al 100%, ma non ho capito perché, una volta requisiti questi fondi, qualcun altro debba beneficiarne e non debbano andare quasi per intero al sistema calcio. Ci si può legare anche qualche situazione che riguardi il sociale, per evitare la reiterazione del reato” ha concluso il presidente Figc.