Minacce social: assegnata la scorta al sindaco Lepore


Bologna: la decisione della Prefettura di Bologna che ha disposto l’assegnazione di una misura di protezione nei confronti del sindaco Matteo Lepore

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La decisione di assegnare la scorta al sindaco Matteo Lepore è una notizia che dovrebbe preoccupare tutti, al di là delle appartenenze politiche. Quando un sindaco è costretto a vivere sotto protezione per le minacce ricevute, è sotto attacco il libero esercizio delle istituzioni democratiche e il principio stesso dello Stato di diritto”. Così Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna, commenta la decisione della Prefettura di Bologna che ha disposto l’assegnazione di una misura di protezione nei confronti del sindaco Matteo Lepore, bersaglio nei giorni scorsi di una serie di pesanti minacce di morte diffuse sulle piattaforme social.

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“Ti vogliamo come Fakir”, era una delle tante minacce che il sindaco ha presentato come prova per la denuncia in Questura dopo la manifestazione per morte di Abderrahim Fakir e le proteste in centro che ne sono seguite.

A quanto si apprende, a far scattare il dispositivo di sicurezza, che prevede l’affiancamento del primo cittadino da parte di agenti della Guardia di Finanza negli spostamenti, è stata la decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

“Le minacce rivolte a Matteo Lepore sono gravissime e del tutto inaccettabili. A lui e alla sua famiglia va la nostra piena solidarietà e vicinanza. Il fatto che un sindaco sia costretto a vivere e a svolgere il proprio lavoro sotto scorta rappresenta una ferita per tutta la nostra democrazia. Quando si prova a intimidire con l’odio e la violenza, chi è chiamato a servire la propria comunità, viene messo in discussione il libero esercizio delle istituzioni democratiche. Le differenze di opinione si esprimono nel confronto, mai con le minacce”. Lo dice il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)