Bologna, “Ti vogliamo come Fakir”: insulti e minacce di morte contro il sindaco Lepore


Sono più di 17mila i commenti al post del sindaco Lepore scritto l’indomani dei disordini a Bologna. La maggior parte apertamente critici, una decina quelli sottoposti all’attenzione degli inquirenti

lepore

Da “vergogna” e “dimettiti” a “non sei buono nemmeno per amministrare un Eurospin”, fino a parole ben più pesanti come “criminale, terrorista” e persino una minaccia di morte: “Ti vogliamo come Fakir”. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha presentato denuncia in Questura per le minacce ricevute via social, dopo la manifestazione per morte di Abderrahim Fakir e le proteste in centro che ne sono seguite.

Sono più di 17 mila commenti al post che il sindaco, dal suo profilo istituzionale di Facebook, ha pubblicato per prendere le distanze dai disordini avvenuti in centro storico a Bologna lunedì 20 luglio scorso. Il testo del primo cittadino, datato 21 luglio, commentava gli eventi, parlando di due piazze, quella civile e solidale con la famiglia della vittima, e quella delle violenze. Parole che hanno scatenato la valanga di odio degli hater e sono degenerate in insulti – ‘fai schifo’ e ‘sei una zecca, un parassita’ – e vere e proprie minacce di morte, appunto. In particolare, quest’ultime sono state attenzionate dall’ufficio legale del Comune e, come riporta il quotidiano La Repubblica, hanno spinto il sindaco alla decisione di presentare denuncia. Sarebbero una decina i messaggi di minaccia finiti così sotto la lente dei commissari.

FAMIGLIA FAKIR CON LEPORE: “QUELLA FINE NON SI AUGURA A NESSUNO”

“Voglio esprimere a nome della famiglia Fakir la più profonda solidarietà al sindaco Lepore per gli insulti e minacce vigliacche subite”. Lo fa sapere l’avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, Fabio Anselmo, portando un messaggio di vicinanza al sindaco di Bologna Matteo Lepore oggetto, dopo la manifestazione di Piazza Nettuno di lunedì scorso, sfociata in tafferugli, di messaggi minatori che sarebbero al vaglio delle autorità. “La fine di Fakir non si può augurare a nessuno”, dice Anselmo, riprendendo i contenuti di uno dei messaggi intimidatori ricevuti in questi giorni da Lepore (“Ti vogliamo come Fakir”), che ha sporto denuncia negli uffici della Questura di Bologna.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)