Emilia-Romagna approva legge sul suicidio assistito. È la terza regione dopo Toscana e Sardegna


L’associazione Coscioni: “Paralisi al Parlamento, grazie alle consigliere e ai consiglieri”

È stata approvata in Regione Emilia-Romagna la legge sul suicidio medicalmente assistito. È la terza regione dopo Toscana e Sardegna.

La proposta di legge di Avs, Pd, Civici e Movimento 5 Stelle, a prima firma Paolo Trande (Avs), è passata in Assemblea stasera con i voti i favorevoli di Pd, Avs, Civici e M5s e quelli contrari di Fdi, Forza Italia, Rete civica e Lega. Il voto dell’Assemblea è arrivato dopo un lungo confronto tra le forze politiche in cui hanno trovato conferma le posizioni già esposte durante il dibattito in commissione: per il centrosinistra si tratta di “una legge che recepisce quanto detto dalla Corte costituzionale e, senza creare contrapposizioni con le cure palliative, dà risposta a questioni reali”. Netta la contrarietà del centrodestra, invece, che parla di “fuga in avanti della Regione Emilia-Romagna” e chiede che “si potenzino le cure palliative”.

referendum eutanasia

Sorridono intanto Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “In Emilia-Romagna nuovo grande successo dell’iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, a fronte della paralisi del Parlamento. Siamo grati a tutte le Consigliere e i Consiglieri della Regione Emilia Romagna- scrivono Gallo e Cappato nel loro messaggio- che hanno approvato la legge sul fine vita che definisce procedure certe per l’aiuto medico alla morte volontaria. Questa legge recepisce le finalità della legge popolare ‘Liberi Subito’ depositata 3 anni fa con il sostegno di 7.300 persone”.

Aggiungono i dirigenti dell’Associazione Coscioni: “Le 8 Ausl emiliano-romagnole si aggiungono ora alle altre 11 Ausl della Toscana e della Sardegna per un totale di 19 Ausl in Italia che agiranno con tempi e procedure chiare, evitando le incertezze delle altre Regioni, dove le persone malate, in uno stato di sofferenza insopportabile, sono costrette ad attendere mesi, o perfino anni, una risposta dal sistema sanitario. La norma approvata in Emilia-Romagna permetterà di dare piena ed effettiva applicazione alla sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte Costituzionale“, che ha legalizzato in Italia il cosiddetto ‘aiuto al suicidio’ a determinate condizioni.

“La vera urgenza delle nostre comunità e del nostro sistema sanitario non è accompagnare le persone verso la morte, ma garantire a ciascun cittadino cure adeguate e un reale accesso alle terapie palliative“, controbatte Daniela Dondi, deputato di Fratelli d’Italia. “Il suicidio non può e non deve mai essere considerato una soluzione dello Stato alle fragilità e alla sofferenza. L’unica risposta autenticamente etica, civile e umana di fronte al dolore è il potenziamento delle cure palliative, capaci di dare concreto sollievo e dignità ai pazienti e di non lasciare sole le famiglie nel momento della prova”, aggiunge e quindi, dice, “continuare a investire nelle strutture e nella rete dell’assistenza è l’unico modo per dimostrare vicinanza reale a chi soffre”.