I transiti di navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz si sono azzerati da ieri sera, sullo sfondo della nuova escalation fra Usa e Iran. Lo riporta il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic.
La BBC segnala che un numero molto piccolo di cargo sono passati nelle scorse ore con i trasponder spenti. L’Iran comunica che il passaggio “al momento” non è più possibile a causa dei “movimenti illegali delle forze armate americane nella regione”.

Ancora attacchi tra Usa e Iran
L’esercito americano ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi militari in Iran, anche nella notte tra domenica e lunedì. Teheran ha risposto rivendicando nuovi attacchi con droni contro postazioni americane in Medio Oriente, Kuwait compreso, dove le forze armate locali dicono di aver intercettato bersagli aerei ostili. È ormai una routine, la tregua c’è solo sulla carta.
A raccontare la logica militare dietro l’escalation è il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale statunitense: le forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro navi mercantili nello stretto pressoché in contemporanea con l’avvio dell’ultima ondata di raid Usa, a conferma – secondo Hawkins – della necessità dell’offensiva americana. Nel medesimo comunicato, il portavoce ha reso noto che le difese statunitensi hanno abbattuto un missile e un drone d’attacco diretti contro il traffico commerciale nello stretto.
A far detonare le ultime ostilità è stato l’attacco iraniano di sabato contro una portacontainer battente bandiera cipriota, seguito dall’annuncio della chiusura di Hormuz. Quell’episodio ha innescato una pesante rappresaglia statunitense, a sua volta seguita da nuovi attacchi iraniani contro gli stati arabi del Golfo alleati di Washington. Il Comando Centrale ha precisato domenica di non avere al momento notizia di morti o feriti tra i militari americani.