L’Iran non fa sconti: lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso


Teheran chiude lo Stretto di Hormuz, Ghalibaf: “Se non mantenete la parola pagherete le conseguenze”. Dopo la terza ondata di attacchi Usa i Pasdaran hanno risposto con missili balistici e droni

navi petrolio

A poche ore dalla conclusione della terza ondata di attacchi Usa, Teheran risponde con raid su Emirati, Qatar e Bahrein e la chiusura dello Stretto di Hormuz. La decisione è stata preceduta da un colpo di avvertimento esploso contro un mercantile che tentava di attraversare lo stretto lungo una rotta considerata “non autorizzata” dalle autorità iraniane. Al centro del continuo botta del risposta c’è ancora la diversa interpretazione dell’Articolo 5 del Memorandum d’Intesa di Islamabad. Il governo di Teheran sostiene che l’accordo riconosce la sovranità esclusiva dell’Iran sullo stretto per un periodo minimo di trenta giorni e lo autorizza ad esigere pedaggi finanziari allo scadere dei primi sessanta giorni. “Siamo responsabili di qualsiasi movimento in quella via navigabile e difenderemo il nostro diritto”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito iraniano Amir Akraminia. Al contrario, gli Stati Uniti hanno promosso l’utilizzo di una rotta meridionale protetta, situata vicino le acque territoriali dell’Oman. Pertanto Washington giudica inaccettabile qualsiasi imposizione di dazi o deviazione forzata, e interpreta l’azione iraniana come un tentativo di controllo illegittimo.

Oltre alla chiusura di Hormuz, i Pasdaran hanno lanciato attacchi coordinati con missili balistici e droni contro gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e il Bahrein. In Bahrein, sede del comando centrale della Quinta Flotta degli Stati Uniti, le sirene d’allarme sono risuonate ripetutamente a causa della minaccia aerea. In Qatar, le forze iraniane hanno rivendicato il bombardamento di un’importante base militare statunitense, mentre in Giordania la difesa aerea del regno ha intercettato tre missili balistici diretti verso obiettivi nazionali, i cui detriti sono precipitati al suolo senza causare vittime. Inoltre, i Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito con successo il porto omanita di Duqm, distruggendo piattaforme logistiche di rifornimento per le portaerei statunitensi, e la base aerea Prince Hassan, nodo operativo per i droni americani MQ-9 Reaper.

GHALIBAF: L’ERA DEGLI ACCORDI UNILATERALI È FINITA

Un quadro molto complicato, quello attuale, che rende i colloqui tra Stati Uniti e Iran sempre più diffocoltosi. Il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha sottolineato che “l’era degli accordi unilaterali è finita. Ve l’avevamo detto: mantenete la parola o pagherete le conseguenze. La realtà bussa alla porta”. E ha aggiunto: “Punto 5, alla firma del presente protocollo d’intesa, l’Iran adotterà tutte le misure necessarie, facendo del proprio meglio, per garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili a titolo gratuito per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mare di Oman e viceversa”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)