AstraZeneca sigla nuovo accordo di collaborazione con CSPC


AstraZeneca rafforza l’alleanza con CSPC: accordo da 1,77 miliardi di dollari per nuovi farmaci a RNA contro le malattie renali

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AstraZeneca continua a investire nelle tecnologie basate sull’RNA e rafforza la collaborazione con la cinese CSPC Pharmaceutical Group, siglando un accordo dal valore potenziale di 1,77 miliardi di dollari per la scoperta e lo sviluppo di nuovi farmaci destinati al trattamento delle malattie renali.

L’intesa prevede l’impiego della piattaforma proprietaria di CSPC per la scoperta di farmaci basati su small interfering RNA (siRNA), insieme a una tecnologia di targeted delivery extraepatico, sviluppata per trasportare queste molecole verso organi diversi dal fegato. Le due aziende collaboreranno allo sviluppo di candidati terapeutici per diverse patologie renali, anche se non sono ancora state rese note le indicazioni cliniche specifiche.

La sfida del delivery oltre il fegato
I farmaci basati su RNA interferente rappresentano una delle piattaforme terapeutiche più promettenti degli ultimi anni. Agiscono silenziando l’espressione di geni coinvolti nella malattia e consentono di intervenire in modo altamente selettivo. Tuttavia, la maggior parte delle terapie oggi approvate è diretta verso il fegato, grazie alla relativa facilità con cui le molecole possono raggiungere questo organo.

Uno dei principali obiettivi della ricerca è quindi sviluppare sistemi di rilascio capaci di veicolare efficacemente gli siRNA verso altri tessuti. La piattaforma di CSPC punta proprio a superare questo limite, ampliando le potenziali applicazioni della tecnologia anche alle malattie renali.

Un’area ad elevato bisogno clinico
Le malattie renali rappresentano una crescente emergenza sanitaria. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malattia renale cronica interessa circa 674 milioni di persone nel mondo ed è caratterizzata da una progressiva perdita della funzione renale, spesso destinata a evolvere fino all’insufficienza renale terminale.

L’accesso a nuove piattaforme terapeutiche potrebbe quindi aprire la strada a trattamenti in grado di intervenire sui meccanismi molecolari alla base della progressione della malattia.

Una partnership sempre più strategica
L’accordo conferma anche la crescente attenzione di AstraZeneca verso l’ecosistema biotech cinese. Solo pochi mesi fa la multinazionale anglo-svedese aveva siglato con la stessa CSPC un accordo record, potenzialmente da 18,5 miliardi di dollari, per lo sviluppo di farmaci sperimentali contro obesità e diabete. La nuova intesa consolida una collaborazione che comprende già programmi nell’ambito cardiovascolare e della ricerca basata sull’intelligenza artificiale, a conferma del ruolo sempre più centrale delle biotech cinesi nelle strategie di innovazione delle grandi aziende farmaceutiche.