Nonostante crollo petrolio del -25% da inizio giugno listini alla pompa scesi solo del -6%
Domani scadrà il taglio delle accise disposto dal governo che, in base all’ultimo decreto del 5 giugno scorso, vale 5 centesimi di euro sia per il gasolio che per la benzina.
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Lo ricorda il Codacons, che sottolinea gli effetti di una mancata proroga della misura fiscale.
“Se lo sconto sulle accise non sarà prorogato, un pieno di diesel o di benzina, tenuto conto anche dell’Iva che pesa sulle accise, costerà agli automobilisti 3,05 euro in più – analizza il Codacons – In particolare il prezzo medio del gasolio salirà da subito a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,02 euro/litro in autostrada. La benzina salirà in media a 1,86 euro al litro, 1,95 euro in autostrada“.
Una crescita dei listini alla pompa che sarebbe immediata e che, paradossalmente, avverrebbe nonostante il crollo verticale delle quotazioni petrolifere: il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, è passato infatti dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai 70,8 dollari odierni, con un deprezzamento del -25,5% di cui tuttavia gli automobilisti non hanno goduto, a causa dei cali microscopici dei prezzi alla pompa.
“Nell’ultimo mese, infatti, il prezzo medio del gasolio e della benzina ai distributori si è ridotto solo di circa il 6%, nonostante l’attività di pressing del ministro delle Imprese Adolfo Urso sulle compagnie petrolifere affinché tagliassero i listini” prosegue il Codacons.