Elly Schlein al Pride di Milano, il corteo per i diritti Lgbtq+. E ricorda Mirko Moriconi: “Ucciso dalla transfobia, serve una legge”
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Elly Schlein si è presentata a sorpresa al corteo per il Pride di Milano. In una giornata calda, anzi caldissima da bollino rosso, il corteo di Milano è stato un grande successo, gli organizzatori hanno parlato di 350 mila persone in piazza. Sul profilo Facebook ‘Milano Pride’ si legge: “In 350.000 abbiamo occupato insieme uno spazio che appartiene anche a noi, e lo abbiamo fatto anche per chi oggi non ha potuto esserci. Questo Milano Pride è dedicato a Mirko e Kety. Al loro amore“.



Anche Elly Schlein, che ha sfilato con gli attivisti per i diritti delle persone Lgbtq+, ha ricordato il 24enne ucciso nei giorni scorsi a Camaiore dal padre, che ha colpito a fucilate il giovane e anche la madre. Le indagini sono in corso ma fin da subito tra i possibili motivi del gesto è emersa la grande contrarietà del padre all’omosessualità del figlio e i tanti litigi legati a questo, anche con la madre che invece difendeva il figlio. La segretaria del Pd, a questo proposito, ha commentato così: “L’omotransfobia uccide. Purtroppo ha ucciso anche Mirko, che aveva deciso di chiamarsi Michelangelo Andreoni (utilizzando il cognome della madre, ndr), e ha ucciso a colpi di fucile, ucciso da suo padre insieme alla madre. Penso che davanti a questa tragedia bisogna che rifletta tutta la società e tutta la politica, perché qualcuno ancora si chiede che senso abbia fare i Pride».”.
Ha poi proseguito Schlein: “Questo è il senso: cambiare la cultura in un Paese dove l’omotransfobia purtroppo continua a fare vittime perché alla fine l’odio e la discriminazione delle persone Lgbtq+ portano alla violenza, violenza in tante forme, fisica, mentale e dobbiamo tenerne conto . E qualcuno ancora si stupisce del perché noi vogliamo una legge contro l’odio e contro l’omobilesbotransfobia come era il Ddl Zan che è stato affossato in Parlamento”.
Schlein ha ricordato anche “l’educazione alle differenze e all’affettività obbligatoria in tutti i cicli scolastici” portata avanti dal centrosinistra (ma ‘stoppata’ con la legge sul consenso informato voluta da Valditara) per combattere “gli stereotipi”. Purtroppo, ha conclude la segretaria del Pd, “troppe persone ogni giorno sono vittime di discriminazione per quello che sono e non lo possiamo accettare perché si tratta di diritti fondamentali delle persone”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)