Psoriasi: Takeda ha annunciato risultati positivi dello studio di fase 3 LATITUDE Atlas, che ha confrontato il candidato sperimentale zasocitinib con un’altra terapia orale
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Takeda ha annunciato risultati positivi dello studio di fase 3 LATITUDE Atlas, che ha confrontato il candidato sperimentale zasocitinib con un’altra terapia orale della stessa classe nei pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave. Lo studio ha raggiunto tutti gli endpoint primari e secondari chiave, mostrando una superiorità in termini di clearance cutanea.
Il farmaco, che prende il nome di zasocitinib., è un inibitore orale di nuova generazione della tirosin-chinasi 2 (TYK2). E’ stato valutato in uno studio randomizzato, multicentrico e in doppio cieco confrontandolo con il deucravacitinib, farmaco appartenente alla stessa classe farmacologica. L’endpoint primario era rappresentato dalla percentuale di pazienti che raggiungevano una risposta PASI 100 alla settimana 16, ossia la completa scomparsa delle lesioni psoriasiche.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, zasocitinib ha dimostrato una superiorità statisticamente significativa rispetto al comparatore sia sull’endpoint primario sia su tutti gli endpoint secondari principali, inclusi il raggiungimento di PASI 90 e di sPGA 0 (assenza di segni clinici di malattia) alla settimana 16.
Uno dei risultati più rilevanti riguarda la completa pulizia della cute: oltre il 35% dei pazienti trattati con zasocitinib ha raggiunto PASI 100 dopo 16 settimane di terapia, una percentuale superiore di oltre 2,5 volte rispetto a quella osservata nel braccio di confronto. Inoltre, la separazione tra le curve di efficacia dei due trattamenti era già evidente a partire dall’ottava settimana.
Il potenziale di zasocitinib aveva attirato l’attenzione dell’intero settore già prima dei risultati clinici. Nel dicembre 2024 Takeda ha infatti acquisito il farmaco da Nimbus Therapeutics per 4 miliardi di dollari. Sviluppato con il supporto dell’intelligenza artificiale, il candidato agisce attraverso l’inibizione selettiva di TYK2 e, secondo l’azienda, è in grado di mantenere il blocco della via dell’IL-23 per 24 ore con una singola somministrazione giornaliera, una caratteristica ritenuta cruciale per il trattamento delle patologie infiammatorie croniche.
Takeda prevede di presentare i dati completi dello studio nei prossimi congressi scientifici internazionali e ha confermato l’intenzione di avviare le procedure regolatorie per l’approvazione del farmaco negli Stati Uniti e in altri Paesi nel corso dell’anno fiscale in corso.
Profilo di sicurezza confermato
Sul fronte della sicurezza, il trattamento è risultato generalmente ben tollerato. Takeda ha riferito che il profilo di sicurezza e tollerabilità osservato nello studio è risultato coerente con quanto emerso nei precedenti trial clinici e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.
«Questi risultati si aggiungono ai dati già molto solidi ottenuti nell’intero programma di fase 3», ha dichiarato Chinwe Ukomadu, senior vice president e responsabile dell’area Gastrointestinal & Inflammation di Takeda. «Le evidenze raccolte rafforzano il potenziale di zasocitinib nel garantire una rapida e duratura clearance cutanea attraverso una semplice compressa assunta una volta al giorno».
Una sfida interna alla classe degli inibitori TYK2
La tirosin-chinasi 2 (TYK2) appartiene alla famiglia delle Janus chinasi ed è coinvolta nella trasmissione di segnali infiammatori mediati da citochine chiave nella patogenesi della psoriasi, tra cui IL-23, IL-12 e gli interferoni di tipo I. L’inibizione selettiva di questo bersaglio rappresenta una delle strategie terapeutiche più innovative sviluppate negli ultimi anni per le malattie infiammatorie immunomediate.
Attualmente il principale rappresentante di questa classe è deucravacitinib, primo inibitore di TYK2 approvato per la psoriasi a placche. Il farmaco ha dimostrato nei trial registrativi una superiorità rispetto ad apremilast, contribuendo ad ampliare le opzioni terapeutiche orali disponibili.
Zasocitinib appartiene alla stessa classe farmacologica ma presenta alcune differenze nel meccanismo di legame con il target. Mentre deucravacitinib agisce legandosi a una regione regolatoria dell’enzima, zasocitinib interagisce con il dominio catalitico attivo di TYK2. Secondo dati preclinici presentati dall’azienda giapponese, questa caratteristica potrebbe tradursi in un’inibizione più profonda e duratura di alcune vie infiammatorie coinvolte nella psoriasi, un’ipotesi che i risultati clinici sembrano supportare ma che richiederà ulteriori approfondimenti.
Lo studio LATITUDE Atlas rappresenta uno dei primi confronti diretti tra due inibitori di TYK2. Sebbene i dati diffusi da Takeda indichino un vantaggio di zasocitinib sugli endpoint di efficacia valutati, sarà necessario attendere la presentazione completa dei risultati e la pubblicazione su rivista scientifica per comprendere meglio l’entità del beneficio clinico, il profilo di sicurezza comparativo e il possibile posizionamento del farmaco nella pratica clinica.