Davide Casaleggio: “L’intelligenza artificiale può già sostituire 1 milione e 700mila posti di lavoro”


L’intelligenza artificiale sta già cambiando non solo il lavoro ma l’economia, la medicina, la finanza, la politica: ecco cosa dice Davide Casaleggio nell’intervista alla Dire

davide casaleggio

Abbiamo fatto una mappa sui 24 milioni di lavoratori italiani e abbiamo visto che oltre 8 milioni di occupati vedranno il loro lavoro trasformarsi radicalmente, mentre 1.700.000 persone potrebbero vedere il proprio lavoro sostituito direttamente dall’intelligenza artificiale“. Così Davide Casaleggio, presidente della Casaleggio Associati, nella videointervista alla Dire sul suo ultimo libro ‘Post-umani. Le 7 rivoluzioni dell’intelligenza artificiale‘. Racconta la trasformazione in corso attraverso dati italiani e internazionali e mostra come l’intelligenza artificiale stia già cambiando non solo il lavoro ma l’economia, la medicina, la finanza, la politica.

Davide Casaleggio, lei è studioso attento dell’impatto delle tecnologie digitali quali sono i temi al centro del suo lavoro?
“Beh, ci stiamo avvicinando a una trasformazione della società che non abbiamo mai visto in precedenza viaggiare così veloce. Non molti sanno che solo tre anni fa l’Ai costava 1000 volte di più mentre oggi la stessa attività costa meno di 50 dollari”. Oggi pensiamo sia qualcosa di molto distante, in realtà sottolinea Casaleggio “è qualcosa che sta accelerando di settimana in settimana e i dati sulle applicazioni e le azioni che stiamo vedendo sempre più efficaci in tantissimi ambiti stanno effettivamente trasformando il mondo che conosciamo”.

Casaleggio, il suo libro è una specie di bussola per orientarsi in questo cambiamento. Parla di sette rivoluzioni dell’intelligenza artificiale – il lavoro, le professioni, l’economia, la politica, la democrazia, l’organizzazione sociale, il futuro della specie- ma nel suo libro non c’è catastrofismo…
“No, assolutamente, il mio approccio è sempre stato molto pratico, visto che ci sono delle trasformazioni in atto, pensiamo alla sanità che grazie alle nuove ricerche oggi permette di allungare di 9 mesi la nostra aspettativa di vita, vedremo tantissimi benefici alla nostra vita in generale. Tuttavia ci sarà un periodo di transizione e dobbiamo riuscire a governarlo anticipando i fenomeni che ci saranno sicuramente e che in molte parti del mondo stanno già avvenendo. Chi riuscirà a investire meglio in ricerca e sviluppo anticipando questi fenomeni riuscirà ad acquisire i benefici senza doverne subire i problemi”.

Casaleggio, noi europei siamo travolti da questa competizione che riguarda sempre più Paesi come gli Stati Uniti e la Cina, l’Italia e l’Europa sembrano soggetti assenti…
“Certo, il problema principale dell’Italia è l’investimento in ricerca e sviluppo. Noi investiamo circa l’1,9% sul Pil, circa la metà della Germania, un terzo della Svezia, un quarto della Corea del Sud, quindi non Paesi come i grandi colossi internazionali, Paesi che potrebbero essere assimilabili al nostro. Noi negli ultimi 20 anni sostanzialmente abbiamo superato di poco il 2% in aumento di produttività delle nostre imprese. In un solo anno gli Stati Uniti hanno superato il 2,8%, in un solo anno di aumento della produttività”. È ovvio, conclude il presidente della Casaleggio Associati, “che non possiamo reggere questa competizione se non iniziamo a investire in modo decisivo sulla ricerca e sviluppo come già succede in tantissimi altri paesi, primo tra tutti la Francia che ha fatto un passaggio molto importante a partire dal 2012 con la Banca di Investimento Nazionale per l’Innovazione, ma ci sono tanti casi che possono essere emulati anche in Italia e sono soluzioni molto pratiche” conclude Casaleggio.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)