Biogen acquisirà RayThera, accordo da oltre un miliardo di dollari


Biogen continua a rafforzare la propria pipeline nelle malattie immunologiche e infiammatorie annunciando l’acquisizione della biotech statunitense RayThera

Biogen ha annunciato di aver stipulato un accordo in base al quale Samsung Biologics acquisirà la sua partecipazione nella joint venture Samsung Bioepis

Biogen continua a rafforzare la propria pipeline nelle malattie immunologiche e infiammatorie annunciando l’acquisizione della biotech statunitense RayThera, una società ancora poco conosciuta ma considerata promettente dagli investitori del settore. L’operazione potrebbe raggiungere un valore complessivo di 1 miliardo di dollari, costituito in larga parte da pagamenti legati al raggiungimento di obiettivi clinici e regolatori.

L’accordo rappresenta la seconda acquisizione effettuata da Biogen nel 2026 e conferma la strategia del gruppo di ampliare la propria presenza in aree terapeutiche diverse dalle neuroscienze, storicamente il principale focus aziendale.

Una biotech ancora avvolta nel riserbo
Fondata a San Diego, RayThera era emersa pubblicamente soltanto nel 2025 grazie a un finanziamento di Serie A superiore a 100 milioni di dollari guidato da importanti investitori specializzati nel biotech, tra cui Foresite Capital e OrbiMed.
Nonostante l’interesse suscitato nel settore, l’azienda ha divulgato pochissime informazioni sui propri programmi di sviluppo. Sul sito web sono indicati tre candidati farmaci antinfiammatori, ma senza alcun dettaglio sui bersagli molecolari o sulle indicazioni terapeutiche.

Secondo un’analisi dell’istituto finanziario BMO Capital Markets, alcuni brevetti depositati da RayThera suggerirebbero attività di ricerca su modulatori del TNF, inibitori di CCR4 e modulatori di STAT6, tutti target coinvolti nei processi infiammatori e immunologici. Tuttavia, né RayThera né Biogen hanno confermato ufficialmente queste informazioni.

Un trend sempre più diffuso nel biotech
La riservatezza che circonda RayThera riflette una tendenza crescente nell’industria biotecnologica. Sempre più startup scelgono infatti di mantenere segreti i dettagli dei propri programmi di ricerca anche dopo aver raccolto finanziamenti significativi.
Tra le ragioni vi è la crescente competizione internazionale, in particolare da parte delle aziende cinesi, che ha spinto molte biotech occidentali a proteggere con maggiore attenzione la propria proprietà intellettuale nelle fasi iniziali dello sviluppo.

L’espansione di Biogen oltre le neuroscienze
Per Biogen l’acquisizione rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di una pipeline più diversificata. Già nel 2024 l’azienda aveva acquisito la biotech HI-Bio per rafforzare la propria presenza nell’immunologia, mentre all’inizio del 2026 aveva annunciato una delle operazioni più importanti della sua storia con l’acquisizione di Apellis Pharmaceuticals per 5,6 miliardi di dollari.
Priya Singhal, responsabile dello sviluppo di Biogen, ha sottolineato che l’operazione consentirà all’azienda di espandersi in nuove aree terapeutiche e di arricchire il portafoglio di progetti innovativi.
Anche il CEO Chris Viehbacher aveva recentemente indicato come priorità strategica il rafforzamento della ricerca nelle fasi più precoci dello sviluppo farmacologico, evidenziando la necessità di alimentare una pipeline che, secondo lo stesso manager, appare ancora relativamente limitata nelle sue fasi iniziali.

Primi studi clinici attesi entro l’anno
Uno degli elementi che ha probabilmente aumentato l’interesse di Biogen è la relativa vicinanza dei programmi di RayThera alla sperimentazione clinica. Secondo quanto comunicato dall’azienda acquirente, almeno uno dei candidati dovrebbe entrare in sperimentazione nell’uomo già nel terzo trimestre del 2026.
Sebbene i dettagli restino sconosciuti, il tempismo suggerisce che Biogen potrebbe ottenere nei prossimi anni importanti dati clinici per valutare il potenziale della piattaforma.

Fondatori con una storia di exit di successo
L’operazione conferma inoltre la capacità imprenditoriale dei fondatori di RayThera, Qing Dong e Gene Hung, già protagonisti di diverse operazioni di successo nel settore biotech.
Nel 2021 avevano venduto la startup FronThera ad Alumis, mentre nel 2023 la loro successiva società, XinThera, era stata acquisita da Gilead Sciences. Prima di avviare queste iniziative imprenditoriali, Dong aveva ricoperto il ruolo di Chief Scientific Officer presso la cinese Hengrui Pharmaceuticals, mentre Hung aveva maturato una lunga esperienza in Ionis Pharmaceuticals.
Con questa acquisizione Biogen punta quindi non solo su una pipeline ancora largamente sconosciuta, ma anche su un team che ha già dimostrato di saper creare valore attraverso la scoperta e lo sviluppo di nuove terapie innovative.