L’Iran chiude lo Stretto di Hormuz. Media: “Netanyahu ordina il cessate il fuoco in Libano”


L’Iran chiude lo Stretto di Hormuz ma il vicepresidente Usa JD Vance smentisce. Media annunciano: “Netanyahu ordina il cessate il fuoco in Libano”

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Stretto di Hormuz

L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz in seguito ai ripetuti attacchi di Israele nel Libano meridionale, definiti una violazione dell’accordo firmato con gli Stati Uniti.

Si annuncia che lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al traffico navale; si precisa che questo primo provvedimento è una risposta alla violazione degli impegni da parte del nemico e, qualora l’aggressione dovesse proseguire, saranno pianificate e adottate ulteriori misure per costringere il nemico a rispettare i propri obblighi”, ha dichiarato il Comando Centrale di Khatam-al Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato citato da Al Jazeera.

In un’intervista rilasciata a Fox News, il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che “non stiamo riscontrando alcuna prova che gli iraniani stiano ancora chiudendo lo Stretto di Hormuz”. 

“Ci vorrà del tempo per sminare quel terreno”, ha detto Vance a Fox & Friends Weekend. “Solo nelle ultime 24 ore abbiamo recuperato 16 milioni di barili dallo Stretto di Hormuz. Si tratta praticamente dello stesso livello di prima dell’inizio della guerra. Questo suggerisce che gli Stretti sono effettivamente aperti“, ha aggiunto Vance.

LA PORTAVOCE DELL’IDF: “IL LIBANO NON È NEMICO DI ISRAELE, IL PROBLEMA È HEZBOLLAH”

Da questa mattina, il bilancio delle vittime dei raid in Libano sarebbe salito a 32 persone. La portavoce dell’Esercito della Difesa Israeliano, il tenente colonnello Ella Waweya, in un messaggio su X scrive: “Il Libano non è un nemico di Israele. Il problema è Hezbollah, che trascina il Libano ripetutamente nella distruzione e priva i libanesi della stabilità, della sicurezza e della prosperità”.

“Se Hezbollah cessasse di violare gli accordi e si astenesse dalle sue attività ostili, sarebbe possibile raggiungere la calma e la stabilità per entrambe le parti, quella israeliana e quella libanese. La presenza nella zona di sicurezza mira a rimuovere le minacce e a smantellare le infrastrutture militari costruite da Hezbollah nel corso degli anni, e non a danneggiare i cittadini libanesi“, prosegue.

Un futuro diverso per i libanesi è possibile. Un futuro basato sulla stabilità, lo sviluppo e la prosperità, invece del vortice di confronti continui. Il popolo libanese merita uno Stato forte, un’economia fiorente e istituzioni che operino per i suoi cittadini, non per un progetto terroristico che serve interessi esterni”, aggiunge Waweya.

Più l’influenza di Hezbollah diminuisce, maggiori sono le possibilità per il Libano di recuperare la sua sovranità, prendere le sue decisioni in autonomia e costruire un futuro più stabile e sicuro. Il futuro del Libano inizia il giorno in cui Hezbollah smette di tenere lo Stato in ostaggio e concede al Libano l’opportunità di scegliere la sua strada da solo”, conclude.

CHANNEL 12: NETANYAHU ORDINA IL CESSATE IL FUOCO

L’emittente israeliana Channel 12 riferisce che il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato all’esercito israeliano di cessare il fuoco nel Libano meridionale, senza tuttavia ritirarsi dalle aree occupate. La decisione è stata presa in coordinamento con gli Stati Uniti, ha aggiunto.

UCCISO UN CAMERAMAN DI AL JAZEERA A GAZA

In giornata, un cameraman di Al Jazeera è rimasto ucciso durante un attacco aereo israeliano nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo ha reso noto l’emittente sottolineando di  “condannare fermamente l’atroce crimine”. Il professionista si chiamava Ahmed Washah.

“Ciò costituisce una nuova violazione di tutte le leggi e norme internazionali e riflette una politica sistematica e continua volta a prendere di mira i giornalisti e a mettere a tacere la voce della verità”, scrive ancora Al Jazeera. L’Idf ha confermato l’uccisione, definendo Ahmed un “terrorista di Hamas”, lo ha dichiarato un portavoce militare all’Afp.

I COLLOQUI IN SVIZZERA

Secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Fars, una delegazione del Paese, guidata dal ministro degli Esteri Aragchi, si recherà a Ginevra per incontrare i funzionari Usa. Anche l’inviato Speciale in Medio Oriente Steve Witkoff è in viaggio verso la Svizzera per tentare di rilanciare i colloqui. Anche Jared Kushner, genero di Donald Trump, dovrebbe partecipare ai negoziati. L’Iran insisterà affinché vengano rispettati gli impegni presi e chiederà di chiarire in che modo gli Usa intendano rispettarli.

Su X, il ministero degli Affari Esteri del Pakistan ha annunciato che si svolgeranno domani 21 giugno a Bürgenstock, in Svizzera i “colloqui a livello tecnico”. Nella nota si legge: “Il Pakistan continuerà a facilitare il processo nel suo ruolo di mediatore, al fine di promuovere gli accordi raggiunti nel Memorandum d’intesa di Islamabad”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)