Spagna, la moglie di Sanchez rinviata a giudizio: ritirato il passaporto. Begoña Gómez è accusata di “traffico di influenze, corruzione, appropriazione indebita e malversazione”
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Il giudice Juan Carlos Peinado ha rinviato a giudizio Begoña Gómez, la moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez per “traffico di influenze, corruzione, appropriazione indebita e malversazione”. Lo scrive El Pais, riportando che sono, inoltre, state fissate delle misure cautelari come la confisca del passaporto, il divieto di lasciare il Paese e l’obbligo a comparire in tribunale due volte al mese. “Peinado- scrive il quotidiano- ha imposto le stesse misure anche a Cristina Álvarez, consigliera di Gómez a La Moncloa (la residenza ufficiale del Primo Ministro)”, ma non al terzo imputato, l’imprenditore Juan Carlos Barrabés. Secondo il giudice sussisterebbe il rischio che le due donne tentino di “sfuggire alla giustizia”.
“Begoña Gómez è innocente. Sono due anni che viene perseguita giudiziariamente e politicamente. Quello di oggi è un passo in più, uno scandalo democratico che non regge. Non si fermeranno”, si legge in un messaggio su X del PSOE, Partito Socialista Operaio Spagnolo di cui Sanchez è segretario generale.
“Una decisione smisurata e sproporzionata. All’altezza di un processo politico scandaloso contro una persona innocente”, ha aggiunto Rebecca Torrò, segretaria dell’organizzazione del partito. Un provvedimento che è stato definito “Delirante, ossessivo e vergognoso” dalla portavoce del partito Montse Mínguez. Su X gli esponenti del movimento stanno sostenendo la 55enne con l’hashtag #YoConBegoña (Io sto con Begoña).
L’INDAGINE
L’indagine è partita nel 2024 dalla denuncia del sindacato di estrema destra Manos Limpias secondo cui Gomez avrebbe sfruttato la sua posizione di moglie del primo ministro per ottenere l’accesso a posizioni privilegiate e “promuovere la sua carriera all’Università Complutense di Madrid (UCM), dove ha co-diretto un master e ricoperto una cattedra straordinaria”. Viene sottolineato come “il semplice fatto di essere ‘la moglie di’ era sufficiente per esercitare influenza”. La donna ha sempre negato ogni addebito. Nella sentenza di 84 pagine, il giudice avverte che Gómez rischia una pena detentiva compresa tra due e sedici anni.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)